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Decreto Rave modificabile, si parte dal Senato, scintille a distanza Meloni-Ascari

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Il dibattito politico sulla nuova norma non si placa. Meloni: 'Non limita la libertà di esprimere il dissenso'. Ascari (M5S): 'Potrà essere applicata anche ai picchetti operai'. Ma il sindacato degli operatori del ballo plaude


Decreto Rave modificabile, si parte dal Senato, scintille a distanza Meloni-Ascari
'Le strumentalizzazioni sul diritto a manifestare lasciano il tempo che trovano, ma vorrei rassicurare tutti i cittadini - qualora ce ne fosse bisogno - che non negheremo a nessuno di esprimere il dissenso'. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo scrive su Facebook. 'A negarlo in passato, semmai, sono stati proprio coloro i quali oggi attaccano i provvedimenti del nostro esecutivo, difendendo di fatto chi invade terreni ed edifici altrui', dice Meloni. Con le norme anti rave 'abbiamo dimostrato che se lo Stato c'è, può garantire ai cittadini di vivere in una nazione più sicura e che anche in passato si sarebbero potuti arginare episodi simili', conclude la presidente del Consiglio, 'infine, vorrei ringraziare le Forze dell'Ordine che hanno gestito in modo ordinato e in piena sicurezza lo sgombero del capannone nell'area ovest di Modena. 

Non la pensa così Stefania Ascari, Deputata del M5S: 'La norma, per come è scritta - afferma - potrà essere applicata anche ai picchetti degli operai fuori dalle fabbriche, alle occupazioni scolastiche e universitarie da parte degli studenti e potenzialmente a qualsiasi forma di manifestazione. I rave party sono un pretesto'. E rincara: 'La misura mina la libertà di riunirsi'. Infatti, spiega, nel testo 'non è presente alcun riferimento specifico ai rave e per questo è fuorviante parlarne come di una norma anti-rave. Il reato introdotto è invasione di terreni o edifici compiuto da più di 50 persone per raduni pericolosi per l'ordine o l'incolumità pubblica. L'applicazione è ampia e soprattutto arbitraria e discrezionale, perché alle forze di Polizia è affidato il giudizio soggettivo sulla pericolosità che un raduno può presentare per l'incolumità, l'ordine e la salute pubblica'. 

'Se non fosse stato per l'intervento del governo il rave party sarebbe stato legale, grazie a noi è diventato illegale stare dentro edifici o terreni occupati abusivamente, drogandosi e spacciando. Se in questi anni nessuno è intervenuto si vede che la norma non era molto chiara. Negli ultimi dieci anni ai rave ci sono stati 12 morti, quasi tutti per overdose'. A parlare, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, è il deputato di FdI e vicepresidente della Camera Fabio Rampelli. 'Questo è un reato stringente e circostanziato che cerca di dire a tutti i ragazzi, specie a quelli che vengono da fuori, che non si può venire in Italia a drogarsi, spacciare droga, ubriacarsi. Dal 2008 ad oggi è stato fatto almeno un rave party all'anno in Italia, a volte anche due...'. Questo decreto varrà solo per i rave? 'La norma prevede il reato di invasione di terreni o edifici all'interno dei quali si svolgono attività pregiudizievoli per la salute, la sicurezza e l'ordine pubblico. Non credo quindi che possa esser affiancata ad altre manifestazioni ma in ogni caso l'iter del decreto è lungo, se l'opposizione è animata dalle migliori intenzioni, lo si modifica insieme'. Si può modificare quindi. 'Certo che sì- ha concluso Rampelli- si può migliorare'. L'iter inizierà nel pomeriggio al Senato.

Tra coloro ai quali il decreto va bene così c'è Gianni Indino, presidente Silb-Fipe Emilia-Romagna
'Il Decreto anti rave party - afferma - dimostra che si può combattere l'abusivismo dilagante nel settore del ballo': così Gianni Indino, presidente Silb-Fipe Emilia-Romagna, associazione che riunisce i locali da ballo nazionali, promuove il decreto partorito nel primo consiglio dei ministri dell'era Meloni, evidenziando la sua utilità nella lotta all'abusivismo nel proprio settore. Non solo, per Indino il provvedimento rappresenta 'un segnale che va nella direzione auspicata da tempo dal Silb', rimarca i presidente, anche se servirebbero alcune migliorie, rispetto le quali l'associazione offre la sua disponibilità nel dare un 'apporto concreto'. In particolare, l'abusivismo nel settore delle discoteche è 'una piaga che non garantisce la sicurezza dei partecipanti- spiega il numero uno Silb- e fa concorrenza sleale alle imprese regolari costringendole ad uscire dal mercato'. E anche se 'questo provvedimento sarà migliorabile- prosegue- intanto ha colpito la punta di un iceberg a cui ci opponiamo da troppo tempo, senza essere ascoltati'. Il fenomeno dell'abusivismo per i locali da ballo è 'fatto di attività organizzate senza titolo che danneggiano le imprese regolari- spiega- creano danni sociali, economici e situazioni di enorme difficoltà su diversi fronti'. A cominciare proprio da quello della sicurezza, 'con situazioni in cui basta una scintilla per innescare problemi di ordine pubblico', chiarisce Indino che punta il dito sulle 'feste da ballo senza alcun permesso che spuntano come funghi nei luoghi più disparati', anche nel riminese. Invece, 'la concorrenza sleale è una pratica scorretta e a trarne profitto è solamente chi organizza feste abusive senza nessun titolo'. E lo fa senza pensare al versamento di imposte e ai controlli di uffici comunali e Asl. Per Silb-Fipe infine è giusto anche il sequestro dei materiali tecnici che definisce 'un ottimo deterrente'.


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