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Draghi a un passo dalla beatificazione: nuovo innamoramento italiano

Draghi a un passo dalla beatificazione: nuovo innamoramento italiano

Draghi è il nuovo Messia, l'Unto del signore. Ma almeno nella narrazione agiografica del Cavaliere l'olio sulla fronte arrivava dal Cielo, non da Bruxelles


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Inizierà oggi pomeriggio e si concluderà domani il nuovo giro di consultazioni del premier incaricato Mario Draghi, ma ormai sulla formazione del nuovo esecutivo non vi sono più dubbi e con ogni probabilità entro venerdì il Parlamento voterà la fiducia. Quella che si è appena chiusa è una settimana che ha rivoluzionato la politica italiana trasformando dalla serata alla mattina i più rigidi anti-poteri forti in mansueti gattini pronti a fare le fusa sul mantello del nuovo salvatore della patria. La posizione del Pd, di Forza Italia e dei centristi (tutta l'orbita ex Dc insomma) non meraviglia, tanto che qualcuno ipotizza che in fondo tutto fosse stato concertato con l'unico stratega presente nel panorama italiano (Matteo Renzi), ma l'inversione netta di Lega e Movimento 5 Stelle lascia allibiti.
Salvini e le critiche a Monti e alla Fornero, Grillo e gli attacchi frontali al Sistema di potere con base a Bruxelles, sono ormai un ricordo sbiadito. Il leader del Carroccio da sedicente Braveheart si è trasformato in chierichetto, il santone dei 5 Stelle da geniale e visionario menestrello a comico del Bagaglino.
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Con tutto il rispetto per Pippo Franco.
Tutti ora sono innamorati di Dragi, solo la Meloni continua timidamente ad avanzare qualche critica (timidamente perchè ha più volte ribadito che ella nulla ha contro la figura del premier in pectore) e per la sua posizione eretica è già stata marginalizzata e addirittura sbertucciata sul giornale degli Elkann.

Draghi è a un passo dalla beatificazione. Ogni media ne tratteggia i contorni da principe azzurro: moglie fedele, carriera esemplare, percorso di studi ottimo, giovinezza senza macchia, ma vivace e capace perfino di qualche marachella. Birichino... Santo subito Draghi. L'Italia è caduta (per tradurre letteralmente l'inglese tanto amato da SuperMario) in un nuovo amore. E guai a chi discute, critica o pone qualche problema di coerenza. Draghi non è un commissario voluto dall'Europa per gestire la montagna di denaro in arrivo col recovery fund, non è l'amministratore di sostegno di un Paese al quale non si concede nemmeno la possibilità di sbagliare in proprio. No no... Con la dignità di una Nazione non si mangia, robe da mettere in soffitta. Qui servono soluzioni concrete, altro che principi e Draghi è il nuovo Messia della concretezza. Un tempo si sarebbe detto l'Unto del signore. Ma almeno nella narrazione agiografica del Cavaliere l'olio sulla fronte arrivava direttamente dal Cielo e non dalla signora Von Der Leyen.

Giuseppe Leonelli
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