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'Emilia Romagna Coraggiosa? Ecco qua la triste fine della sinistra'

'Emilia Romagna Coraggiosa? Ecco qua la triste fine della sinistra'

L'amara lettera di un componente della lista di sinistra in appoggio a Bonaccini. Nel mirino la scarsa condivisione con cui si è puntato sul nome di Trande


2 minuti di lettura

Alla vigilia del termine ultimo per la presentazione delle liste anche la lista di sinistra in appoggio al Pd, Emilia Romagna coraggiosa, vive al suo interno una situazione di profonda tensione.
La lista modenese presenterà come capolista Paolo Trande, il cui nome sarà accompagnato da altri sette candidati col semplice ruolo comparse (ancora non sono noti tutti i nomi). Una decisione presa in modo non condiviso e che ha portato a profondi malumori nella base, così l'obiettivo di replicare il risultato eccellente alle amministrative di Sinistra per Modena (decisiva col suo 8% all'elezione di Muzzarelli) appare davvero velleitario.
A testimonianza del clima che si respira nella cosiddetta 'sinistra utile' pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che ha partecipato a diverse riunioni della lista in Sala Pucci. La redazione è ovviamente a conoscenza del suo nome, ma egli preferisce restare anonimo e il triste motivo è spiegato nella stessa missiva.
Eccola integrale.

Partecipare le sere scorse all’assemblea degli iscritti di Articolo Uno, conclusa a Modena dopo l’elezione della nuova segreteria, per poi confluire tutti nella 'Coraggiosa Emilia', è un po' come ritrovarsi  in un gruppo reduci. Sedie vuote, età media elevata. Facce stanche. 
Sono un ricordo le sale piene dell’avvento di LeU.

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Mi pare d'essere ormai in una riunione di condomini. Il gruppo storico e i militanti di questo movimento se ne sono andati dalle province, pare per contrasti insanabili con chi lo ha retto, culminati con la disapprovazione della sua ennesima autocandidatura, autoufficializzata ieri sera, venuta dopo il flop alle politiche, e alla mancata presenza in lista alle regionali 2014.
I risultati elettorali disastrosi in provincia, la disintergrazione di quello che era un partito, avrebbero consigliato  un cambio. Tanti avrebbero voluto capolista un giovane, una sardina, o una donna. Insomma facce nuove. Macchè. Dimissioni si, dimissioni no e ora di nuovo in sella. Una nuova autocandidatura, senza voto, senza discussione alcuna. 

Vecchia politica. Si spegne così, la parabola discendente di Art1. Il Pd, drammaticamente  bisognoso di una sponda a sinistra, è certo di voler legare i propri incerti destini elettorali ad un partito che in provincia non esiste piu?  Il Pd lo sa che appoggiandosi a questa sinistra, priva di facce nuove, verrà trascinato da questa macina nel pozzo? Chi è stato bocciato alle urne mille volte, è davvero il candidato utile a Modena?

Coraggioso ed ecologista, il congresso si chiude, con l’aria invasa dai miasmi del diesel dell’ancora una volta candidato non votato da nessuno.

Il mio nome è desumibile dalla mia email e, ovviamante, vi chiedo di non pubblicarlo, poichè sarei esposto ad attacchi durissimi tipici di un partito chiuso. Se potete rispettare questo, ve ne sarò grato. 
E' il solo modo di esporre dissenso qua dentro.

Nella foto una delle riunioni alle quali si fa riferimento nella lettera
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