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Emilia Romagna, sul sito istituzionale l'accusa di cementificazione diventa una 'fake news'

Emilia Romagna, sul sito istituzionale l'accusa di cementificazione diventa una 'fake news'

La Regione pubblica un manuale anti fake-news. Ebbene, in questo manuale appare anche una netta smentita a ogni accusa di cementificazione. Le critche di Legambiente ridotte di fatto a 'complottismo'


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Proprio nel giorno in cui Legambiente con un dettagliato report certifica il fallimento della legge regionale sul presunto consumo di suolo a saldo zero, la Regione Emilia Romagna pubblica sul proprio sito (qui) una sezione per 'smentire - dice la Regione stessa - le notizie false che sono circolate dopo l’alluvione'.
Insomma un manuale anti fake-news.
Ebbene, in questo manuale appare anche una netta smentita a ogni accusa di cementificazione. Le critche di Legambiente ridotte di fatto a 'complottismo'.



'Cementificazione? E-R contro il consumo di suolo - scrive il sito istituzionale della Regione -. La Regione Emilia Romagna è stata la prima ad aver affrontato il problema approvando nel 2017 la legge regionale sul consumo di suolo a saldo zero. I pilastri della legge regionale, grazie alla quale la tutela del territorio è reale, sono diversi. A partire dall’introduzione del tetto del 3% di suolo consumabile da qui ai prossimi anni, tetto che ha tagliato del 70% gli ettari di territorio potenzialmente trasformabile. Due gli obiettivi: il contenimento del consumo di suolo e la promozione della rigenerazione urbana, recuperando e riqualificando l’esistente'. 

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Sì, a oggi la Regione ha raccolto la risposta di 171 Comuni
– oltre uno su due - che hanno eliminato previsioni di nuovi insediamenti urbanistici per 11.329 ettari - dice la Regione etichettando quindi come falsa ogni diversa analisi - . Se questa tendenza sarà confermata, ne verranno salvati altrettanti. In quel caso, infatti, al termine del periodo transitorio (fine 2023) la legge avrà determinato la non edificabilità di nuovo suolo per 21.863 ettari: l’85% dei 25.755 ettari di territorio consumabile avuti in “eredità” dalla preesistente pianificazione urbanistica dei Comuni. Dal primo gennaio 2018, anno di entrata in vigore della legge, al 31 dicembre 2022, i Comuni hanno dato attuazione a 235 previsioni insediative per un consumo del suolo di circa 1.060 ettari, che sono solo il 4% dei 25.755 ettari di suolo potenzialmente consumabili. Recupero dell’esistente: già a fine 2019, prima del Covid, erano stati finanziati dalla Regione 35 progetti di riqualificazione di aree urbane dei Comuni con 41 milioni di euro. A oggi sono 126, per un contributo regionale complessivo di oltre 90 milioni di euro e un investimento generato di 180 milioni di euro'.
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