
'Il ruolo delle Fondazioni come questa è quello di accompagnare e supportare i partiti, offrendo idee e spunti politici, finanche suggestioni, in una fase storica nella quale l'eleborazione programmatica è stata via via superata dalla propaganda - ha detto Gianfranco Fini -. L'impossibilità di un approfondimento politico tradizionalmente inteso è semplicemente un dato di realtà dettato anche dalla velocità imposta dalle nuove tecnologie. Eppure, anche per dare una risposta al disimpegno e alla astensione elettorale, occorre ripartire dalle proposte e dai temi concreti, affiancando l'attività dei partiti e anche, restando sull'attualità, l'azione di governo che oggi peraltro sono ovviamente felice sia guidato dalla destra'.
Pur non scendendo sul tema di un suo nuovo protagonismo in politica (nodo peraltro trattato ampiamente in una recente intervista televisiva a Lucia Annunziata) Fini ha citato due esempi di temi sui quali ha detto di stare elaborando - insieme ad un gruppo di lavoro non solo italiano - una proposta organica. 'Penso al problema dell'invecchiamento del Paese e della necessità di dare una cornice normativa al fenomeno della immigrazione. E' evidente - ha detto Fini -, che l'accoglienza non può essere disgiunta dal riconoscimento dell'identità del nostro Paese. Allo stesso tempo vorrei citare la dicotomia che sta sempre più emergendo tra morale e intelligenza artificiale. Le nuove tecnologie, il controllo a distanza, la domotica, non possono considerarsi aspetti estranei al controllo della politica, viceversa vanno governati e occorre porsi il problema della moralità di tecnologie che si basano su algoritmi di per sè sterili. In questo senso il rapporto tra scienza ed etica va ripensato profondamente'.
Un discorso elaborato e che ha spaziato dall'attualità alla visione del futuro quello di Gianfranco Fini, conclusosi con la promessa di un impegno concreto al fianco della Fondazione che lo ha ospitato.
G.Leonelli
Foto Euro Barelli



