“E’ fondamentale continuare a fare memoria. Non smettere mai di portare all’attenzione di tutti, e soprattutto dei giovani, l’enorme tragedia della Shoah, e di ricordare le vittime dell’Olocausto. Solo ritornando a ciò che avvenne a causa della follia criminale nazista, alle leggi razziali volute dal regime fascista in Italia, possiamo tenere sempre viva la lezione della storia e non ricadere in un passato tanto buio. Ed è altrettanto importante mantenere viva la memoria di chi si oppose a quella follia, schierandosi dalla parte giusta della storia e dell’umanità - aggiunge Bonaccini -. Persone che hanno creduto fortemente nei valori di libertà, democrazia e eguaglianza. I Giusti, appunto, che nel nostro Paese e nella nostra regione hanno permesso il salvataggio di ebrei perseguitati e contribuito a diffondere quei valori nati dalla Resistenza al nazifascismo e sanciti nella Costituzione repubblicana”.
A Modena
In occasione del Giorno della Memoria, nel cortile del Palazzo del Rettorato a Modena, si è svolta la consueta cerimonia commemorativa, alla presenza delle autorità. Il rettore Unimore Carlo Adolfo Porro e il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli hanno deposto una corona di alloro ai piedi della lapide che ricorda i docenti costretti, a seguito dell’entrata in vigore delle leggi razziali, a lasciare l’allora Università di Modena.
“Nel ricordare i nostri docenti perseguitati – ha affermato il rettore Unimore Carlo Adolfo Porro - vogliamo richiamare la comunità universitaria ed un impegno attivo per tenere viva la memoria, ma anche ad una lotta instancabile alle tante forme di indifferenza che affliggono il nostro mondo. Essere “sentinelle e dare futuro alla memoria”: a questo dovere morale siamo chiamati per scongiurare la possibilità che il ricordo del genocidio sbiadisca nelle nostre coscienze”.



