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Guerra in Ucraina, Draghi conferma 'fermo sostegno' a Zelensky

Guerra in Ucraina, Draghi conferma 'fermo sostegno' a Zelensky

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto oggi pomeriggio una nuova conversazione telefonica con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky


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Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto oggi pomeriggio una nuova conversazione telefonica con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Al centro dei colloqui vi sono stati gli ultimi sviluppi del conflitto in Ucraina e della crisi umanitaria in atto. Il presidente Zelensky ha lamentato il blocco da parte russa dei corridoi umanitari e la prosecuzione dell’assedio e dei bombardamenti delle città, comprese le scuole, con conseguenti perdite civili, tra cui anche bambini.
Il presidente Draghi ha ribadito il fermo sostegno del Governo italiano alle autorità e al popolo ucraini e la piena disponibilità dell’Italia a contribuire all’azione internazionale per porre fine alla guerra e promuovere una soluzione durevole della crisi in Ucraina.

Nessuna svolta in vista intanto sui negoziati tra Russia e Ucraina al via domani a Istanbul: lo ha detto un consigliere del ministero dell’Interno di Kiev, giunto in Turchia, all’indomani di dichiarazioni rilasciate dal presidente Volodymyr Zelensky su neutralità e integrità territoriale. “Non credo che ci saranno svolte sulle questioni chiave” ha detto il dirigente Vadym Denysenko, citato dalla stampa ucraina e internazionale.
Ieri Zelensky ha continuato a insistere sull’integrità territoriale del suo Paese come condizione indispensabile dei negoziati dopo che poche ore prima si era detto disposto a un compromesso sulle regioni orientali del Donbass, sotto il controllo di forze russe o filo-russe.
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“Le nostre priorità nelle trattative sono chiare” ha detto il presidente. “La sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina sono fuori di qualsiasi dubbio; e per il nostro Stato sono indispensabili garanzie di sicurezza effettive”.
Sempre ieri, in un’intervista al portale russo di opposizione Meduza, Zelensky aveva utilizzato toni differenti. “Siamo pronti per le garanzie di sicurezza, per la neutralità e pure per lo status non-nucleare del nostro Paese” aveva detto il presidente. “Questo è il punto più importante, il primo e principale per la Federazione russa, per quanto ricordo”. Poi, parlando in russo, Zelensky aveva aggiunto: “Capisco che è impossibile costringere la Russia a ritirarsi dal territorio ucraino completamente. Questo porterebbe alla Terza guerra mondiale. Lo capisco e per questo parlo di un compromesso. Torniamo a dove tutto è cominciato e cerchiamo di risolvere la questione del Donbass“. Il presidente aveva concluso sostenendo che ogni accordo dovrebbe essere garantito da una parte terza e sottoposto a referendum.
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