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I dolori di Muzzarelli, stretto tra Maletti e Trande: una torta ridotta di due terzi

I dolori di Muzzarelli, stretto tra Maletti e Trande: una torta ridotta di due terzi

Il sindaco costretto a fare i conti con due ali ribelli contrapposte: i malettiani ancora dentro al Pd e i bersaniani fuoriusciti


2 minuti di lettura

C'era una volta il sindaco Muzzarelli che poteva contare su una maggioranza granitica e assoluta. Diciannove consiglieri Pd tutti belli allineati.

Poi venne la scissione dei bersaniani (che il profeta Francesco Rocco aveva previsto andandosene con un anno di anticipo) che fece perdere al Pd 4 consiglieri (Trande, Malferrari, Stella e Rocco medesimo) e, di conseguenza, l'autosufficienza politica.

Ma non bastava l'addio del capogruppo Pd Trande e compagnia. Alla frattura a sinistra ha fatto presto da contraltare la frattura al centro con i 9 consiglieri malettian-renziani Pd  (Maletti, presidente del Consiglio comunale e avversaria di 'Giancarlo' alle primarie, De Lillo, Di Padova, Lenzini, Forghieri, Liotti, Pacchioni, Morini e Poggi) chini a scrivere una lettera piccata e piena di rabbia contro la capogruppo orlandiana.

Così, Muzzarelli-il forte, si è improvvisamente ritrovato nella spiacevole situazione dell'uomo sandwich, stritolato tra la Maletti al centro e Trande a sinistra. Con il gruppo dei fedelissimi ridotto dai magnifici 19 ai meno belli, ma comunque belli eh, sei (Arletti, Baracchi, Bortolamasi, Carpentieri, Fasano, Venturelli). 

Una torta a tre fette rimasta con solo una.

E di fronte a cotanta diaspora il sindaco, nel bel mezzo del cammin del suo mandato, come ha reagito? Con le armi della diplomazia all'antica.

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Un colpo al cerchio, uno alla botte che se è piena la moglie è sobria.

Prima di tutto, dopo lungo pensare, pur in extremis, il sindaco si è dichiarato renziano. Che quella era la parte vincente e non si sbagliava.

Alla fuga bersaniana Muzzarelli ha poi risposto bastonando chi aveva criticato i fuggiaschi. Durissime le parole pronunciate contro l'assessore Ferrari che aveva etichettato Trande e compagni come traditori (concetto espresso circa 1627 volte anche dal Renzi amato da Muzzarelli, ma poco importa).

Poi, davanti alla insurrezione malettiana il sindaco si è arreso al dialogo e al compromesso e ha convocato tutti i consiglieri Pd uno per uno. Sperando di convincerli a tenere botta un altro anno e mezzo. Che qui ne va della poltrona di tutti.

Ma i problemi restano e il compromesso al ribasso raggiunto non fa dormire sonni sereni al sindaco-sandwich costretto a contare i giorni che lo separano dalla fine della legislatura, come i carcerati contano quelli che li separano dalla libertà. E per Muzzarelli libertà significa, probabilmente, un posto a Roma già promesso.

Giuseppe Leonelli

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