Il centro destra diviso non sull'opposizione al nuovo governo Conte, che sarà nel pieno dei poteri dopo il passaggio parlamentare di oggi e domani nel quale il premier Conte chiederà la fiducia (oggi alla Camera e domani al Senato), ma sulle forme. Lega e Fratelli d'Italia (presente una delegazione anche da Modena), protesteranno fuori da Montecitorio, mentre Forza Italia, dichiaratamente contro il nuovo governo, condurrà una opposizione dichiaratamente 'dura' ma nelle aule parlamentari.
Una contrapposizione politica che il premier Conte tenterà di alleggerire attraverso un discorso che vuole essere di pacificazione. Compito non facile, anche al proprio interno, dove la pacificazione appare garantita più dalla prospettiva di un governo quadriennale (incredibile da immaginare fino all'8 agosto scorso quando lo strappo di Salvini ha aperto ufficialmente la crisi), che da una comune visione poltica.
Al suo fianco Conte avrà da un lato Luigi Di Maio e un Movimento 5 stelle che non vuole rinnegare quanto fatto negli ultimi quattordici mesi, dall'altro Dario Franceschini in rappresentanza di un Pd che chiede di 'cambiare tutto'. Poco più di un anno fa Conte, debuttante assoluto sulla scena politica, si presentava come l'avvocato del popolo, rivendicava il populismo. Oggi, dove la convivenza è con le forze che quel populismo, almeno sulla carta e nel gergo, l'hanno combattuto, appare più l'avvocato di Stato, a difesa e a garanzie delle vecchie liturgie di palazzo. Che Conte prova a rinfrescare con l'appello ad un 'nuovo umanesimo'
Per il resto, come preannunciato ai capi delegazione di M5s, Pd e Leu, il premier dovrebbe sviluppare i ventinove punti del programma di governo, prima bozza di programma e indirizzo dell'azione dell'esecutivo.


