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Il governo giallo-verde rilancia la Provincia, altri 3 mln nel 2019

Il governo giallo-verde rilancia la Provincia, altri 3 mln nel 2019

Quasi cancellate dal governo Renzi, alle province Emiliano-romagnole 31 milioni di euro in più, 3,4 a Modena: Tomei: 'Boccata d'ossigeno'


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C'è quasi incredulità, misto a piacevole stupore, tra i banchi della provincia di Modena, dove si muove con la solita riflessiva pacatezza Giandomenico Tomei, da pochi mesi nuovo Presidente.  Un ente che negli anni successivi alla riforma varata e abortita del governo Renzi, firmata dall'ex Ministro Del Rio, si era trasformato in un fantasma, svuotato dell'anima politica delle elezioni dirette, di tante funzioni (passate alla regione), e soprattutto di risorse. Basta pensare che durante i precedenti governi PD, dal 2013, e soprattutto in vista del referendum costituzionale che le avrebbe cancellate, le province erano state letteralmente svuotate, utilizzate come quasi fossero un bancomat senza limite di prelievo, spremute per finanziare anche gli 80 euro regalati dal governo che fu. Basta pensare che la sola provincia di Modena, dal 2013, ha trasferito dalle casse di viale Martiri, ben 130 milioni di euro, proventi delle iposte che gravano soprattutto sugli automobilisti modenesi attraverso le addizionali sull'Rc Auto e e l'Imposta sulle trascrizioni (la cosiddetta IPT).

Incredulità, si diceva, perché a contribuire a rafforzare una inversione di tendenza iniziata lo scorso anno e a fare uscire le province dall'oblio politico ed istituzionale al quale erano state condannate, è stato proprio il governo giallo-verde.

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E di fatto anche dal Movimento 5 Stelle che le province, anche a Modena, le ha sempre snobbate, evitando anche di presentarsi alle elezioni, anche se di elezioni di secondo livello e non più dirette dei cittadini.

Perché novità della legge di stabilità c'è l'aumento delle risorse destinate alle province. Trentuno milioni a livello regionale che sulla base dell'accordo co UPI regionale (Unione Province Italiane), di cui Giandomenico Tomei è Presidente, 3,4 milioni di euro aggiuntivi. Una notizia salutata con il plauso dell'ente di viale Martiri che ha nei principali settori di strade (provinciali), ed edilizia scolastica (superiore), il diritto e dovere di intervento 

Già dal 2018 la morsa del governo ha iniziato ad allentarsi, lasciando agli enti territoriali una quantità di risorse via via maggiore per i propri investimenti. L'anno scorso si era passati da 1,5 ai 3 milioni che l'ultima legge di stabilità varata dal governo Lega-M5S per il 2019 quest'anno raddoppia portandoli, a 6,4 milioni di euro. Con 3,4 milioni in più, appunto

Ed è così che per la prima volta dopo anni di esercizi provvisori e impossibilità di strutturare bilanci triennali la provincia di Modena può permettersi di programmare di nuovo negli assi portanti rimasti di propria competenza.

Ci vorranno anni per recuperare operatività e soprattutto quella capacità di investimento degli anni d'oro (che non sarà più la stessa vista l'avvenuto trasferimento alla regione di importanti funzioni tra cui l'ambiente), ma, appunto, l'inversione di tendenza non solo c'è stata ma è stata rafforzata.

Quelle garantite dal governo 'sono risorse importanti - sottolinea Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena - che tra l'altro verranno assicurate ogni anno in modo stabile fino al 2033, consentendo quindi un minimo di programmazione almeno degli interventi più urgenti. Tuttavia non sono sufficienti per affrontare tutte le necessità accumulate in questi anni a causa dei pesanti tagli. Il sistema delle strade era ed è al collasso, e dobbiamo considerare che anche quest'anno - aggiunge Tomei - verseremo allo Stato 26 milioni di euro che si aggiungono agli oltre 150 milioni versati dal 2013, provenienti dalle imposte pagate dai cittadini modenesi, in particolare automobilisti, visto che si tratta di quote di Rcauto e di Ipt, che hanno tutto il diritto di usufruire di una viabilità adeguata'.

Ed è così che di fronte a questa iniezione di risorse e di fiducia che per Tomei, 'occorre riprendere la questione del riordino istituzionale delle Province.

Il Governo e il Parlamento devono avviare un percorso che si è interrotto dopo l'esito del referendum. Occorre garantire un livello di governo efficiente di area vasta che rappresenti anche un valido supporto per i piccoli Comuni al fine di intercettare risorse a livello europeo e nazionale'.

Gianni Galeotti

 





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