Una lunga difesa dell'operato dell'Ausl e del Comune rispetto all'attività che sarebbe stata garantita alle Cra cittadine per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Sarebbe. Poi un raffronto tra i decessi nelle case protette del comune di Modena dal primo gennaio al 20 aprile tale da dimostrare come l'incidenza del coronavirus sarebbe irrilevante sull'andamento degli anziani morti nel corso degli anni nelle strutture protette della provincia di Modena (137 nel 2018, 160 nel 2019 e 151 nel 2020), e l'aggiornamento dei dati sui decessi e sui contagi nel comune di Modena. Dati che ripetono quelli già aggiornati quotidianamente dell'Ausl.
Con un numero di persone positive al virus dall’inizio dell’emergenza nella provincia di Modena di 3.471. Oggi quelle ammalate sono 1.794, di dui 223 ricoverate, e 36 in terapia intensiva. I decessi complessivi dall’inizio dell’emergenza sono stati 378 (di cui 50 in città) e il totale dei guariti è di 1.308.
Poi i dati sulle strutture protette per anziani. Sono 52 strutture in provincia di Modena, 16 quelle dove è entrato il Covid-19 che ha portato all'isolamento di 255 (7,6% sul totale) e al decesso di 124 (3,6% sul totale); e al contagio di 183 operatori.
In sintesi l'informativa del sindaco sugli aspetti sanitaria legata agli effetti del coronavirus non è andata al di la di una sterile fotografia del presente.
Nessun riferimento al dramma di quelle morti e a quello di centinaia di famiglie che quei cari non li hanno potuti nemmeno accompagnare. A differenza, questo si, di quanto avvenuto nel 2018 e nel 2019. Nessun riferimento di prospettiva rispetto a ciò che si farà per evitare altri drammi. Nessun riferimento al rinnovo delle convenzioni e dei contratti di servizio per i prossimi 4 anni, sancito il primo aprile scorso, nessun riferimento alla possibilità (ormai cancellata proprio da quel rinnovo che blinda soggetti e modelli di gestione), di rivedere, o almeno aprire un dibattito, sul modello delle Cra. In sintesi, nessuna prospettiva. La relazione del sindaco non offre margini di discussione, di riflessione. Fotografia sbiadita di ciò che pare essere il meglio che si potesse fare.Ancora più legata ad una sterile elencazione del presente la parte dell'informativa riguardante gli aspetti economici dell'emergenza coronavirus. Limitata all'elencazione dei decreti del governo: 'Il dialogo con il Governo è aperto - afferma Muzzarelli - e io auspico che il lavoro possa ripartire e che le grandi filiere aziendali presenti in Emilia-Romagna, soprattutto con vocazione all’internazionalizzazione, siano messe nelle condizioni di riavviare le produzioni, perché in regione ci sono 500mila persone in cassa integrazione e oltre 300mila posti di lavoro a rischio.
Gi.Ga.



