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In 400 per dire no alla chiusura del punto nascite di Pavullo

In 400 per dire no alla chiusura del punto nascite di Pavullo

Hanno sfilato intorno all'ospedale per sensibilizzare i cittadini e per sostenere la deroga alla chiusura: 'Se il reparto non è più sicuro, adeguatelo. Chiuderlo è come demolire un appartamento perché non ha più l'impianto a norma'


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Sì è chiuso con l'inno d'Italia, davanti all'ingresso dell'ospedale di Pavullo, il corteo di circa 400 persone organizzato dai quattro comitati (ccumunati dall'unico slogan che campeggiava suche si battono per mantenere aperto il punto nascite del locale ospedale, la cui chiusura è stata decisa nell'ambito del piano di riorganizzazione ospedaliera della provincia di Modena. Una manifestazione che in attesa della decisione della Commissione ministeriale che dovrà esprimersi rispetto alla richiesta di deroga alla chiusura avanzata anche dalla Regione Emilia romagna, serve, hanno detto gli organizzatori, a sensibilizzare l'opinione pubblica, e a mantenere alta l'attenzione su quello che viene considerato un rischio per tutto il territorio: quello di perdere un punto nascite che è strategico per tutta la zona montana. Non a caso erano tante le mamme arrivate dall'alto Frignano; mamme che hanno partorito o che chiedono di continuare partorire a Pavullo. Che hanno espresso il timore che la necessità di partorire in pianura, e quindi l'obbligo di dovere percorrere fino a 2 ore di strada in condizioni che specialmente durante l'inverno possono diventare proibitive, aumenti di molto il grado di insicurezza.

La speranza è che venga riconosciuta la centralità del punto nascite per la copertura di tutta la zona montana

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modenese che in quanto tale presenta caratteristiche morfologiche che la rendono certamente diversa da quelledi pianura e che sulla base di questo principio sia concessa la deroga alla chiusura.

Il corteo si è dipanato, a partire dalle ore 21, intorno all'ospedale per poi concludersi davanti all'ingresso principale, dove i rappresentanti dei comitati hanno espresso le loro testimonianze ed i loro appelli.

Di seguito il video degli esponenti dei comitati Giovanna Giannelli e Gaetano Vandelli, a segure quello di due mamme di Pievepelago ed esponenti dei comitati 

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