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'Incentivi bicicletta, Serramazzoni e Pavullo territori dimenticati'

'Incentivi bicicletta, Serramazzoni e Pavullo territori dimenticati'

'Non siamo cittadini di serie B, ed è doveroso ricordarlo anche nelle sedi istituzionali'


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'Per la terza volta in pochi anni, le fasce collinare e montana della nostra provincia modenese vengono tagliate fuori dagli incentivi stabiliti dalla Regione Emilia Romagna per l'acquisto di biciclette a pedalata assistita o comunque mezzi green a due ruote. La prima volta nel 2020, quando “tutti i cittadini maggiorenni con la residenza (non il domicilio) nei capoluoghi di Regione, nei capoluoghi di Provincia (anche sotto i 50mila abitanti), nei Comuni con popolazione superiore ai 50mila abitanti e nei Comuni delle città Metropolitane” potevano richiedere il bonus. La seconda volta nel 2021, col bando Bike to work, per i comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti'. A parlare è Federica Galloni, portavoce Fdi di Pavullo.

'E infine pochi giorni fa, coi nuovi incentivi fissati dalla Regione: la platea interessata dal contributo per le bici e i cargo bike sará di 4 milioni di abitanti circa il 91% della popolazione complessiva dell'Emilia-Romagna. La provincia di Modena, tuttavia, si fermerà come sempre prima di Serramazzoni e di Pavullo: ancora una volta territori “dimenticati”. La regione continua a fare riferimento ai (seppur legittimi) livelli di qualità dell'aria e di PM10, cercando di invogliare i cittadini a preferire la bicicletta all’automobile per gli spostamenti.
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Dati alla mano, tuttavia, dimostrano come Maranello e Vignola, comuni confinanti col territorio collinare (escluso dal bando), abbiano pressappoco i medesimi livelli di qualità dell’aria di Pavullo, cittadina sede di grosse ceramiche e varie aziende metallurgiche'.

'Si discrimina ancora una volta l’Appennino, escludendolo da incentivi: ci si aspetta che un cittadino di Bologna, o di Modena, scelga la bicicletta per sposarsi dall’altra parte della città, tra tangenziali e autostrade, quando comunque la città vanta anche numerose alternative pubbliche al trasporto, e non si contempla questo territorio, vocato all’attività sportiva, e le cui ridotte distanze renderebbero adatto l’uso della bicicletta per gli spostamenti - chiude Galloni -. Auspico che la Regione da subito modifichi i parametri di scelta ma ancora di più auspico che qualche esponente della montagna possa presto sedere laddove le decisioni vengono prese: qui avvengono i tagli e i depotenziamenti maggiori e ora  ci escludono dai bonus. Non siamo cittadini di serie B, ed è doveroso ricordarlo anche nelle sedi istituzionali'.
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