Con questa nota le cooperative Cofamo ed Evologica hanno commentato e risposto alla decisione del S.I. Cobas di interrompere lo stato di agitazione e di sciopero, con la speranza che dopo l'incontro di ieri in prefettura, dove nonostante il diniego al rintegro dei lavoratori nelle mansioni precedenti al trasferimento e al licenziamento le cooperative si erano impegnate a non sottoporre più le lavoratrici a lavori esterni allo stabilimento, la situazione potesse rientrare.
Ma la delusione è presto arrivata dalla conferma - sottolineata dal legale dei Si Cobas Marina Prosperi presente all'incontro in Prefettura in una giornata giudicata come una delle 'peggiori della storia repubblicana in relazione al diritto dei lavoratori', che alle lavoratrici sarebbero addirittura stati disattivati i badge e nessuna soluzione per adibirle alle loro mansioni non sarebbe stata trovata
'Invece di tornare al proprio posto di lavoro - segnalano i Si Cobas - i lavoratori sono stati radunati nel piazzale esterno, separati dagli altri operai: la dignita' e' contagiosa, non sia mai che i lavoratori parlino tra loro'.
'La pervicacia delle cooperative nel non voler rimettere gli iscrtti al SiCobas, in questo caso le lavoratrici, a contatto con le proprie colleghe, ci ha portato a vivere una situazione non solo surreale, ma sembrava di essere protagonisti di un Fantasy (una realtà distopica' - ha segnalato Enrico Semprini dei Si Cobas
'Il responsabile della Digos si sarebbe trovato in una situazione suo malgrado, particolare a causa delle informazioni della cooperativa Cofamo. La proposta era quella di reinserire le lavoratrici su di una 'nuova
macchina' a partire da domattina. Le lavoratrici - continua Semprini - sapevano che non ci sono 'nuove macchine', e per verificarlo hanno proposto di inviare alll'interno una loro collega per verificare la presenza di una macchina nuova o meno. Alla fine è stato scoperto che la nuova macchina arriverà tra una settimana'
Ad aggiungere disappunto alla critica, per l'avvocato Prosperi c'è la richiesta, avanzata nel corso dell'incontro, di una certificazione ad un organo terzo, e cioè la Fondazione Marco Biagi, ove l'avvocato della cooperativa Evologica, presta attività come membro della stessa commissione di certificazione'



