- la progettazione di una logistica del territorio basata sul potenziamento del trasporto su gomma incentivata dalla realizzazione di nuove strade a lunga percorrenza
- la costruzione dei piani urbanistici sulla base delle richieste che provengono dalla proprietà fondiaria;
- la previsione di un abbondante aumento di volumetria ai privati che demoliscono e ricostruiscono immobili;
-la forte riduzione dei poteri di controllo e di possibilità concreta di incidere da parte dei Comuni'.
'Ormai sono anni che le città vengono ridisegnate non da una pianificazione attenta e curata “dalle amministrazioni pubbliche locali” che decide gli interventi, ma da lobbies economiche, imprenditoriali o privati proprietari che vogliono disporre delle città come luogo solo di profitto, delle campagne e del territorio come bene non da tutelare ma da dissipare senza rispetto. Lo dimostra l’abbandono alle manutenzioni dei corsi d’acqua e alla riduzione di spazi vivibili “di comunità” all’interno delle città. Scelte scellerate e che hanno portato l'Emilia-Romagna ad essere la terza Regione italiana per incremento di suolo consumato nel periodo 2020-2021' - affermano i responsabili del Comitato che nel merito chiedono: 'Quello che è successo in questi ultimi giorni in questo territorio è una tragica fatalità o anche una diretta conseguenza della legge regionale del 2017? A fronte di questa evidenza, lasciano sbigottiti le continue apparizioni in TV del Presidente Bonaccini che non lesina lodi al popolo romagnolo per la sua sicura efficienza nel ricostruire con continui riferimenti all'eccellenza dimostrata dagli emiliani nel post-terremoto del 2012. Nessuna resipiscenza, nessuna autocritica da parte di chi pretende Autonomia Differenziata -e quindi potestà legislativa esclusiva- su 16 fondamentali materie, appellandosi alla sua altrettanto esclusiva capacità di prevenire e gestire i problemi. Non è bastata l'esperienza devastante della gestione del Covid, frammentata sui territori. Ora si vuole e pretende legislazione esclusiva anche sul governo del territorio nonostante la sua fallimentare esperienza: se è vero che il clima ha subito modifiche anche per cause attribuibili a scelte improntate allo sfruttamento delle risorse, è anche vero che l'ambiente naturale è stato manomesso ed il suolo impermeabilizzato oltre ogni limite - conclude il Comitato No Autonomia Differenziata -.



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