Alan Fabbri, capogruppo Lega Nord in Regione Emilia Romagna attacca sulla questione Cispadana, dopo le dichiarazioni del ministro Danilo Toninelli e le esternazioni del governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. 'Prima Bonaccini scarica sullo Stato la situazione di stallo della Cispadana, poi sollecitato da noi sulla responsabilita' che spetta alla Regione e sul piano finanziario incompleto per far partire i cantieri, ha fatto finta di non capire. E adesso che il ministro lo ha messo alle strette ribadendo ancora una volta che una autostrada regionale non e' competenza dello Stato ma della Regione, finge di tirare un sospiro di sollievo perche' si e' visto riconoscere una autonomia di azione', spiega Fabbri. 'In realta' si tratta di una farsa che serve a nascondere le colpe del Pd che ha tergiversato per anni su un'opera che, comunque venga realizzata, e' fondamentale per il territorio', aggiunge il capogruppo. 'Il governatore poteva svegliarsi prima visto che il ministro non ha detto assolutamente nulla di nuovo', aggiunge Fabbri. 'La competenza dell'opera e' della Regione e adesso non ci sono piu' scuse: la Cispadana deve essere realizzata'.
'Dopo il ministro Toninelli ieri, il capogruppo della Lega Alan Fabbri oggi: fa piacere, dopo il sostanziale via libera del Governo, prendere atto della conversione della Lega a favore della realizzazione della Cispadana'. Cosi' l'assessore a Trasporti e Infrastrutture dell'Emilia-Romagna, Raffaele Donini, rilancia dopo le parole del capogruppo leghista Fabbri sul progetto Cispadana. 'E capisco anche l'imbarazzo di Fabbri- procede l'assessore regionale- visto che a Modena la Lega e' sempre stata contraria. Ma, ribadisco, e' senza dubbio un fatto positivo se oggi anche la Lega chiede di andare avanti sull'opera. Ricordo infatti a Fabbri che non la Regione ma il ministro del Governo che lui sostiene e, soprattutto, il sottosegretario di Modena hanno provato in ogni modo, ancora di recente, a fermare l'opera, e quindi, ripeto, capisco il suo imbarazzo'. In ogni caso, tira dritto Donini, 'e' inutile dividersi oggi su un'opera a questo punto condivisa o, quanto meno, di cui si riconosce finalmente la piena titolarita' della Regione'.




