La prima attenzione è al mondo che è stato suo per una vita, quello della cooperazione. 'Il sistema sta cambiando, perché alcuni settori storici hanno subito crisi profonde. Tuttavia, resta un format economico vincente. Lo dimostrano, per esempio, le nuove modalità di crescita cooperativa, come le imprese che nascono perché recuperate dai lavoratori, i workers buy-out. Certo, osserva, il principio chiave della cooperazione che è “il fare insieme” manifesta qualche incrinatura, soprattutto nelle grandi aziende, dove si allenta il senso di appartenenza. Occorrono riflessioni profonde, elaborazioni e confronti con le persone e tra le persone. Oggi il settore economico è rappresentato da una pluralità di associazioni le cui distinzioni sono pressoché incomprensibili. Io mi sento un nostalgico del sindacato unitario Lama/Carniti/Benvenuto'.
Lusetti oggi si divide tra gli impegni di nonno e quelli tra le persone semplici nel territorio della città, tra volontariato di tipo sociale, assistenziale, culturale, associativo con uno sguardo alla politica del territorio. 'La crisi dei partiti è sotto gli occhi di tutti, il Pd non ne è indenne', osserva. Tuttavia promuove 'la tenuta amministrativa' che i Dem hanno saputo assicurare pur in tempo di pandemia e di crisi internazionale tanto a Reggio Emilia che in Regione. Per il partito auspica che sappia restituire 'la sovranità agli iscritti che potrebbero nominare dirigenti e candidati con processi partecipativi'; per la scena nazionale indica l’attuale presidente della Regione Stefano Bonacini, promosso sul campo. 'Trovo in lui le caratteristiche dell’uomo del fare ‘modello emiliano’ – confida -. Chiarezza, franchezza, lavoro incessante, iniziativa incalzante e ricerca del sostegno ampio, sono fattori che vedrei volentieri adottati a livello nazionale, con Bonacini in futuro alla segretaria nazionale', conclude.



