Questo lavoro diffuso resta però patrimonio di minoranze e non riesce a diventare patrimonio di una opinione larga e diffusa...
In città il monopolio della politica e del governo è detenuto da parte del Pd, della sua élite politica di scarsa qualità ed autoreferente, spesso autoritaria, e da parte di alleati, alcuni falsamente di sinistra o pseudoverdi o centristi strutturalnente opportuništi a caccia di poltrone.
L'uso in stile rullo compressore di questo storico monopolio politico, supportato da mezzi di comunicazione allineati al potere (qualcuno falsamente critico per salvare la faccia e fingere un pluralismo informativo) ha da anni imbalsamato la coscienza critica di gran parte della opinione pubblica e marginalizzato ogni forma di dissenso...
Non esistono tavoli liberi di discussione e confronti nel merito delle cose.
Tutto è piallato dal mainstream pensiero in un mescolone tra l'elogio dello sviluppo e delle qualità locali, come se esso ed esse fossero prodotte esclusivamente dalla politica che governa e la società civile non avesse alcun ruolo, e la castrazione delle voci critiche. Il modello sviluppo economico e autoritarismo politico, che ha fatto proprio culturalmente da tempo il liberismo soppiantando le radici socialiste riformiste emiliane, sta però subendo le ferite di nuove disuguaglianze, nuove povertà, nuove marginalità sociali.
La speranza è che le nuove contraddizioni, il lavoro dei gruppi critici e la supponenza stupida e sempre più arrogante ed insopportabile delle élite che governano creino larghe spaccature nella opinione pubblica diffusa ed una nuova spinta civica per il cambiamento.
Roberto Vezzelli - ex presidente Legacoop Modena



