E le foto dei senza tetto che dormono nei corridoi della stazione ferroviaria di Modena ne sono una cruda dolorosa testimonianza che ritenevamo riguardasse solo la stazione Termini di Roma o quelle di Napoli e di Milano.

Stazione Ferroviaria Centrale, Passaggio Porta Nord, si vive in miseria e povertà, droga, siringhe.
A tutto questo va aggiunto il calo della occupazione, specialmente quella femminile, come ha sottolineato preoccupata la Lapam di Modena, che ha parlato di un calo di circa il tre per cento del numero delle donne occupate e il permanere viceversa di una forbice retributiva a favore degli uomini che è ancora troppo elevata per la nostra realtà modenese che riteniamo di livello 'europeo'. Con un invito esplicito da parte di Lapam perchè “si faccia di più e meglio in favore delle donne e del lavoro femminile in genere”.
Poi c'è il noto tasto dolente per Modena del permanente degrado umano e sociale che non risparmia nessuna zona della città e non solo il famigerato condominio Errenord della Sacca che è tutti i giorni sulle cronache giornalistiche insieme a Viale Gramsci. Perchè, nonostante i rituali proclami e le promesse di intervento da parte del sindaco, la situazione è davvero fuori controllo con ubriachi che dormono di notte ma anche di giorno sulle scale o sulle panchine dentro e fuori il condominio, tra sporcizia, bottiglie vuote e siringhe e passeggio continuo di prostitute di colore anche nel piazzale antistante. “E nessuno interviene”, urlano esasperati i residenti e i passanti.
Alle ben note zone degradate, quali appunto quelle della Sacca, del Parco Novi Sad e della Stazione autocorriere, della Stazione ferroviaria, di viale Crispi, della zona Tempio, si sono aggiunte zone nuove del centro storico
E questo stato di degrado sociale e umano e di conseguente insicurezza per i cittadini, raccontate da loro stessi con appelli e proteste inascoltate, è confermato dalla classifica poco edificante pubblicata dal Sole 24 Ore che colloca Modena ai primi posti nel ben poco lusinghiero 'stato di sicurezza del cittadino' alla prese con l'aumento di furti, rapine, scippi, danneggiamenti, atti di violenza e di vandalismo.
E il sindaco Muzzarelli cosa dice a proposito di questa situazione allarmante e della protesta dei residenti e dei gestori dei locali pubblici? Che “Modena è una città media ma europea, (?) fulcro di socialità e innovazione e culla di relazioni e opportunità, che punta alla rigenerazione urbana, alla ricucitura del territorio, alla ridefinizione dei quartieri storici”...
Parole vuote, inconcludenti, che dicono tutto e niente, per di più dette in stile politichese se non in stile doroteo, volte a rimandare la soluzione dei problemi veri e reali della collettività, a prendere tempo, a distrarre i cittadini dalle loro vere preoccupazioni, a rinviare sine die la soluzione dei problemi odierni che si trascinano da anni. Mentre invece i modenesi chiedono maggiore sicurezza personale e meno degrado e che si passi finalmente dalla politica delle “promesse e degli annunci propagandistici” e dei verbi declinati al futuro, quali “faremo, studieremo, interverremo, adotteremo”, a verbi più concreti, pratici e costruttivi, come “abbiamo fatto, abbiamo risolto, abbiamo realizzato”.
Caso emblematico è stata la “beffa propagandistica” del mese di maggio quando il ministro degli Interni Lamorgese, con a fianco il sindaco Muzzarelli, annunciò “l'imminente arrivo di nuovi 45 poliziotti alla Questura di Modena”. A tutt'oggi quella solenne promessa si è tradotta non in 45 poliziotti in più ma solo in quattro, mentre altri due verrano inviati al Commissariato di Carpi, come puntualizzato dai sindacati di Polizia Sap e Siulp, “non risolvendo – hanno commentato delusi - né i problemi di Modena nè quelli di Carpi”.
Cesare Pradella


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