“Tra pochi giorni altri 4 servizi educativi passeranno dalla gestione comunale alla Fondazione e i genitori sono giustamente sul piede di guerra, tanto da aver deciso di presentare ricorso al Tar perché la Giunta, nella scelta delle 4 scuole da trasferire a Cresciamo, non ha rispettato i criteri stabiliti in consiglio comunale” ha spiegato Bosi. “Hanno pienamente ragione a farsi valere per il bene dei loro figli, hanno tutto il nostro supporto” ha continuato il vicecapogruppo Giovanni Bertoldi. “Possiamo immaginare come si sentano, non solo perché in questo modo non è garantita continuità educativa e didattica - di fondamentale importanza per i bambini che già hanno vissuto due anni difficili a causa dell’emergenza Covid - ma anche perché sono stati avvisati all’ultimo, quando ormai era troppo tardi per fare domanda di trasferimento presso un’altra scuola a gestione comunale diretta. E le scorrettezze dell’Amministrazione non finiscono qui: pare non abbia nemmeno rispettato il principio di partecipazione dei genitori, i quali anziché essere interpellati nelle scelte sono semplicemente stati informati, come se il loro parere fosse inutile. L'obiettivo della Giunta è quello di smantellare gradualmente il sistema scolastico ed educativo comunale dell'infanzia che per mezzo secolo ha rappresentato un'eccellenza nella nostra città”.
Gli aspetti discutibili dell’operato del Comune riguardano anche gli insegnanti, ignorati tanto quanto i genitori. “I dipendenti della Fondazione non sono pubblici dal punto di vista contrattuale: questo significa che in termini di salario sono penalizzati rispetto ai loro colleghi che lavorano nelle scuole ancora a gestione comunale. Quindi pur svolgendo lo stesso lavoro vengono pagati di meno, e l’ingiustizia è talmente palese che persino l’Amministrazione si era riproposta di agire su questo fronte per equiparare gli stipendi, ma poi - come spesso accade - alle parole non sono seguiti i fatti e le promesse sono state disattese.



