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Modena verso il divieto di fumo all'aperto

Modena verso il divieto di fumo all'aperto

Nelle aree verdi pubbliche, davanti agli ingressi di uffici pubblici, scuole e università, alle fermate dei mezzi pubblici, nelle file di persone in attesa


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Regolamentare la possibilità di fumare all’aperto con l’obiettivo di tutelare la salute della collettività e vietando, quindi, il fumo nei luoghi dove è più facile che le persone si ritrovino in gruppo: nelle aree verdi pubbliche, davanti agli ingressi di uffici pubblici, scuole e università, alle fermate dei mezzi pubblici, nelle file di persone in attesa, nelle strutture sportive, nei cimiteri, nelle aree dichiarate “libere da fumo” nei grandi eventi all’aperto. È la proposta che il Consiglio comunale di Modena rivolge all’Amministrazione attraverso un ordine del giorno approvato con voto unanime nella seduta di giovedì 20 gennaio.

Presentato da Pd, Europa verde-Verdi, Modena civica, Movimento 5 stelle, e illustrato in aula da Diego Lenzini (Pd), l’ordine del giorno sottolinea che il fumo passivo compromette le difese naturali provocando numerosi problemi di salute e favorendo le infezioni come quella da Covid, oltre a essere tra le cause di inquinamento dell’aria. Afferma, quindi, che è compito del Consiglio “provare a incidere positivamente per tutelare il più possibile la salute della collettività, con provvedimenti efficaci a tutelare la salute e prevenire l’aggravarsi dei problemi”.

Per quanto riguarda le aree verdi, il divieto dovrebbe essere applicato in particolare nelle aree attrezzate destinate al gioco, allo sport e alle attività ricreative dei bambini, nelle aree cani.
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Fanno eccezione i luoghi isolati nei quali sia possibile rispettare una distanza di almeno dieci metri dalle altre persone.

L’ordine del giorno specifica, inoltre, che l’inosservanza dei divieti deve comportare una sanzione.
Aprendo il dibattito, Barbara Moretti (Lega Modena) ha condiviso gli obiettivi dell’ordine del giorno, chiedendo di “risvegliare l’attenzione verso tutti gli inquinanti e i fumi, a partire da quelli dell’inceneritore, la cui persistenza è legata a logiche da business, e dall’intervento al polo logistico Conad che porterà a un aumento del traffico nel quartiere”. D’accordo sulla mozione che Giovanni Bertoldi, per il quale “il divieto dovrebbe riguardare anche altri tipi di fumo, come quello degli stupefacenti”.

Paola Aime (Europa verde-Verdi) ha affermato che l’aria di Modena “è pessima: si dovrebbero fare tante azioni per migliorarla e il fumo passivo è un aggravio che si può eliminare, anche nell’ottica dell’emergenza sanitaria”.
Enrica Manenti (Movimento 5 stelle) ha ricordato di aver depositato una mozione del gruppo per ampliare le aree vietate al fumo e gestire i mozziconi di sigaretta, augurandosi che venga trattata al più presto.
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