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No Green Pass Modena: piazze svuotate, ma un seme di libertà serve

No Green Pass Modena: piazze svuotate, ma un seme di libertà serve

Al di là della temperatura rigida, sono tanti i fattori che hanno portato a questa disaffezione verso i luoghi della protesta attiva contro il certificato verde


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Erano cinquanta, sessanta al massimo, ieri i partecipanti alla manifestazione contro il Green Pass in piazzale Sant'Agostino a Modena. Le grandi adunate da centinaia di persone delle scorse settimane sono ormai un ricordo. Al di là della temperatura rigida, sono tanti i fattori che hanno portato a questa lenta disaffezione verso i luoghi della protesta attiva contro il certificato verde.
In primo luogo va registrata la lenta e 'obbligata' scelta di tanti cittadini ad accettare l'inoculazione pur di poter lavorare. Un dato di fatto, questo che, per amor di verità, va oltre principi e ideali: è evidente infatti che il no al green pass dovrebbe unire vaccinati e non vaccinati, ma è altrettanto vero che gli stimoli personali che si traducono in attivismo pratico, sono diversi nell'uno e nell'altro caso.
In secondo luogo non si può non considerare lo scoramento che si fa largo anche nei più battaglieri: mesi di proteste, interventi, azioni più o meno condivisibili, non hanno portato nulla sul piano dei fatti concreti. Anzi, le misure sono state via via inasprite.
In terzo luogo non va sottovalutata l'eterogeneità di questa piazza.
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Un punto di forza e un argine contro le derive (in particolare quelle di estrema destra) che spesso abbiamo sottolineato, ma contemporaneamente un punto di debolezza, perchè il minimo comune denominatore della protesta è molto ridotto: il no al green pass si esplicita infatti in visioni anche estremamente lontane.



Il risultato di tutto questo è una piazza sempre più ridotta e - proprio per questo - radicalizzata, una piazza dove il no al green pass è sempre più soppiantato dal no al vaccino in quanto tale e fagocitata da posizioni negazioniste di no mask e galassie affini. Una piazza nella quale i volantini ispirati alla libertà contrapposta al lasciapassare, vengono sostituiti con volantini con deliranti parallelli storici e inviti a boicottare ogni forma di prudenza contro il virus.
Un peccato perchè di una fiammella di voce dissonante, di un seme di pensiero divergente vi è davvero bisogno per non affogare nel mare del pensiero unico e del non-pensiero. In questo contesto va registrato ieri l'intervento sempre puntuale di Camilla Dolcini, una giovane studentessa modenese che con forza e determinazione continua a predicare unità al di là del tema vaccinale. Una unità che, per chiunque abbia il coraggio di osservare la realtà, non può essere rappresentata da un passaporto sanitario.
Giuseppe Leonelli
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