Per (ri)costruire l'alleanza di centrosinistra a Modena il Pd deve anche guardare al centro senza accettare diktat da sinistra? 'Non so quale sarà l'esito ma se un partito come il Pd, che oggi a Modena è già chiaramente slittato al centro, chiede di spostarsi ancora piu' al centro con le alleanze mi chiedo: a cosa pensano? Pensano di fare alleanze con Giovanardi? Con Forza Italia? Se questa è linea politica... noi non ci saremo'. Parola di Paolo Trande, capogruppo Mdp in Consiglio comunale a Modena dove per diversi anni lo era stato per il Pd, che a sua volta comincia ad avvicinarsi al 2018 ma soprattutto al 2019, quando si votera' sia sotto la Ghirlandina sia in Emilia-Romagna. Dopo l'assemblea modenese di ieri, e dopo gli ultimi giorni di indiscrezioni a proposito della 'trattativa' a livello nazionale tra Pd e Mdp, i bersaniani assicurano che Articolo 1-Mdp crescera' ancora, a breve: aderiscono intanto Bruno Ciancio e Giorgio Montanari, consiglieri comunali a Castelvetro, ma appunto 'ci saranno nuovi arrivi', anticipa Trande parlando alla Dire. Intanto, il capogruppo di fatto corregge l'apertura della presidente del Consiglio Francesca Maletti, anima cattolica del Pd modenese, che nei giorni scorsi invitava a guardare al centro e non solo a sinistra, dove a volte qualche 'veto' spunta.
'Non ci saranno diktat- premette Trande- ma immagino e mi auguro che dopo aver costruito la nostra proposta di governo della sinistra unita, con le modenesi e i modenesi, con tratti di discontinuità e radicalità su alcuni temi come ambiente, lavoro, assetto dell'ente e cultura-istruzione, ci sarà un confronto con il campo largo del centrosinistra e quindi anche col Pd'.Pd che, punge il coordinatore regionale Mdp, 'oggi a Modena è già chiaramente slittato al centro, che vede una prevalenza culturale e politica degli ex Margherita, che ha già inglobato buona parte del cattolicesimo politico di destra, dalla vecchia Udc sino a pezzi di 'ciellismo', e' il tutto 'in chiave anti-sinistra'. Ma in vista del 2019 almeno a livello regionale un'alleanza Pd-Mdp si raggiungeà?
'E' prematuro- frena Trande- perche' lo scenario politico sarà completamente diverso. Mdp non sarà più tale perchè, con il processo unitario in corso, sarà parte del nuovo soggetto unitario, civico e politico della sinistra'. Sulla lista di parlamentari Mdp del 2018, e sul ruolo dello stesso Trande, il diretto interessato sfuma e cita: 'Stiamo costruendo una proposta alternativa al Pd, saremo in ogni collegio uninominale di Modenae ci batteremo 'casa per casa, strada per strada' (è il riferimento all'ultimo discorso di Enrico Berlinguer a Padova, ndr) per portare consenso alla nostra lista'.
Quindi: 'Il 2019 vedra' un altro scenario. Quello che possiamo dire da subito e' che ci muoveremo- insiste Trande- per impedire che le destre e il M5s prendano il governo di Comuni e Regione. In questi anni ne hanno presi gia' troppi: Pavullo, Vignola, Novi, Finale Emilia, Zocca...'. Per colpa di chi? 'Soprattutto per colpa dell'autoreferenzialita' e della supponenza del Pd che pensava di fare da solo', non fa sconti Trande. Il quale sulla corsa al mandato bis del sindaco Pd Gian Carlo Muzzarelli non si scopre ma non chiude: 'Non è corretto e giusto che sia solo Mdp a dire cosa bisogna fare nel 2019 e se Muzzarelli sarà il candidato anche di chi, oggi, non e' in Consiglio comunale o e' politicamente all'opposizione come Si, Possibile, Rc, PdCi, sinistra diffusa laica e cattolica, civismo di sinistra.



