Sono 200.000 firme raccolte ai banchetti in tutta Italia, 150.000 nei municipi e 20.000 on-line. In tutto poco più di 370.000 le firme raccolte da aprile a fine luglio, a livello nazionale, per la proposta di 'Referendum Ripudia la Guerra'. Il Comitato che si è strutturato a Modena ha organizzato diversi banchetti, a partire da aprile, arrivando a raccogliere, al netto di quelle verificate come non valide, 3.170 firme autenticate. Un numero importante che si è aggiunto a quello raccolte praticamente in ogni provincia d'Italia. Fino ad arrivare alle 370.000, tante ma non sufficienti rispetto alle 500.000 necessarie per fare passare il referendum. Numero che per i promotori poteva essere raggiunto se solo ci fosse stata una adeguata copertura mediatica che invece - denunciano - non c'è stata. Parlando di una sorta di boicottaggio.
Positivi i numeri sulla raccolta firma nei Municipi. 'Il numero rilevante di firme raccolte dimostra che, a parte poche eccezioni, i dipendenti dei vari uffici anagrafe/protocollo hanno contribuito in modo efficace a questa raccolta. La nota dolente è legata alla raccolta delle firme on-line. Il dato è estremamente deludente e le due organizzazioni referendarie hanno dato spesso comunicazioni contrastanti. Difficoltà ed ostacoli riconducibili che bisognava possedere lo SPID e collegare anche i dati di una carta di credito. Questo ha scoraggiato la maggior parte delle persone che hanno tentato, al di là delle proprio idee in merito all’informatizzazione dei processi ed ai legittimi dubbi sulla gestione della privacy'.
Elementi ai quali per gli organizzatori sono da ricondurre i numeri non sufficienti raggiunti dalla raccolta firme, numeri soprattutto non in linea rispetto a quelli che i sondaggi sull'opinione degli italiani sulla guerra indicano.
Referendum contro la guerra, a Modena firmano 3.170
Il numero a livello nazionale si è fermato a 371.000. Importante ma non sufficiente rispetto alle 500.000 sottoscrizioni richieste per 'far passare' il referendum. Tra le cause, per gli organizzatori, il boicottaggio mediatico e le informazioni divergenti sul voto on-line
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