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Renzi si dimette, ma non subito, Calvano ci pensa: musi lunghi nel PD

Renzi si dimette, ma non subito, Calvano ci pensa: musi lunghi nel PD

Il segretario regionale del PD Calvano dopo la conferenza stampa di Renzi: 'Sceglier? col partito quale sarà la strada migliore'


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Il Segretario regionale del PD Emilia-Romagna Paolo Calvano, guarda sconsolato la diretta della conferenza stampa, più volte rimandata, con cui il Segretario nazionale del partito Matteo Renzi ha annunciato le sue 'anomale' dimissioni. Anomale perché a tempo, perché prima, da segretario, intende gestire le trattative e gli incontri (compreso quello con il Presidente della Repubblica) che porteranno all'insediamento del Parlamento e di un nuovo governo. 

Renzi parla di una “sconfitta netta che ci impone di aprire una pagina nuova all’interno del Pd”. Per questo, “Lascio la guida del Pd, e come previsto dallo statuto ho chiesto al presidente del Pd Matteo Orfini di convocare l’assemblea nazionale per aprire la fase congressuale che si aprira’ al termine dell’insediamento del Parlamento e della formazione del governo”.

“Non credo- aggiunge- che sia possibile evitare un confronto vero dentro il Pd su ciò che è accaduto in questa campagna elettorale, in questi mesi, in questi anni. Sarà il caso di fare un congresso serio e risolutivo, non uno che si apre e non finisce mai, ma uno che permetta alla leadership di fare quel che è stato eletto”.

 “Chi ha vinto politicamente le elezioni - continua Renzi - non

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ha i numeri per governare e chi è onesto intellettualmente dovrebbe dire che questo nasce dalla questione referendaria”.

“Coloro i quali si sono opposti” alla riforma istituzionale, attacca Renzi, “oggi sono vittime dei loro marchingegni, della loro scelta di contestare la semplificazione del modello del referendum”.

Renzi si rimprovera “il grande errore di non votare in una delle due finestre del 2017 in cui si poteva imporre un’agenda europea”.

“In questa campagna elettorale segnata dalle bugie ce n’e’ una piu’ grande di tutte, quella per cui il M5s dice che non si alleera’. Mostrino il loro valore se ne sono capaci”, dice Matteo Renzi.

“Mi rivolgo ai milioni di italiani che ci hanno votato- prosegue- ma anche a chi non ci ha votato: mi sento garante di un impegno morale politico e culturale. Abbiamo detto in campagna elettorale ‘no’ a un governo con gli estremisti. Abbiamo detto no a un governo degli estremisti. Non abbiamo cambiato idea”.

“Il nostro posto in questa legislatura e’ all’opposizione. Li’ ci hanno chiesto di stare i cittadini italiani e li’ staremo. Il Pd e’ nato contro i caminetti, non diventera’ la stampella di forze antisistema. Si parla spesso di forze responsabili.

Saremo responsabili- conclude- e la nostra responsabilita’ sara’ di stare all’opposizione”.

E la parola dimissioni arriva al piano nazionale a quello locale, soprattutto in una regione come l'Emilia-Romagna, roccaforte rossa non più rossa, dove alla segreteria del partito c'è Paolo Calvano che sconsolato guarda la conferenza stampa del leader (ormai ex) nazionale

'Io dimettermi? Non abbiamo aperto questa discussione al momento nel gruppo dirigente. Ovviamente- sottolinea Calvano - riuniro' prima i segretari (provinciali, ndr) poi la segreteria e la direzione e cerchero' di capire dal partito qual e' la strada migliore. Cio' che conta non e' il destino dei singoli ma cio' che puo' essere utile al partito dell'Emilia-Romagna. Nessuno di noi e' legato al posto che occupa ma a cio' che puo' fare e dare al partito'.

E 'credo -ha aggiunto Calvano - che la discussione in Emilia-Romagna sara' pacata e tranquilla'. Anche perche', sottolinea, 'abbiamo appuntamenti e scadenze importanti come le elezioni di Imola e poi la preparazione delle altre elezioni amministrative. Insieme il partito decide la cosa giusta da fare'.

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