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Rivolta carcere, situazione colpevolmente sottovalutata dal governo

Rivolta carcere, situazione colpevolmente sottovalutata dal governo

Critiche ed una interrogazione al ministro della Giustizia Bonafede dal senatore Enrico Aimi. Tuona la deputata Benedetta Fiorini: 'Problemi denunciati da anni'


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'La rivolta nel carcere di Modena presenta un conto gravissimo con sei detenuti morti: adesso il rischio è che si inneschi una reazione a catena, mentre il Ministero della Giustizia, colpevolmente, sottovaluta la situazione. Quanto sta accadendo a Modena - e in diverse carceri d’Italia - mostra l’inadeguatezza di un sistema politico che, anche nella fase di emergenza coronavirus, ha sottovalutato le conseguenze delle proteste che, si poteva facilmente prevedere, sarebbero scoppiate nelle carceri I nostri istituti penitenziari, già cronicamente sovraffollati e con gravi situazioni di sottorganico, non sono mai stati al centro dell’attenzione di questo Governo. Abbiamo chiesto a più riprese che si varassero azioni per trasferire i detenuti stranieri nelle “patrie galere”'. Così il senatore di Forza Italia, Enrico Aimi, in merito alle conseguenza della violenta rivolta generata all'interno del carcere di Modena, che ha provocato sei morti

'Le aggressioni ai danni del personale, che lavora sempre con grande spirito di abnegazione, già da tempo erano all’ordine del giorno, senza che si sia mai preso un solo provvedimento al riguardo. Oggi prendiamo atto che al Governo abbiamo a che fare con dilettanti allo sbaraglio, che minimizzano la questione.
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Presenterò una interrogazione urgente su quanto accaduto, sperando che finalmente chi ha la responsabilità di governo batta un colpo, se ne è capace. In caso contrario, si dimetta'

“Il ministro della Giustizia ha il dovere di tutelare la polizia penitenziaria e riportare sotto controllo la situazione nelle carceri italiane' - afferma la deputata emiliana di Forza Italia Benedetta Fiorini.

'Sono mesi che denunciamo che il sovraffollamento dei detenuti, la carenza di organico, la mancanza, per gli agenti, di un equipaggiamento adeguato e di strumenti di difesa efficaci, come ad esempio il taser, mettono in grave pericolo la sicurezza all’interno delle carceri italiane. Purtroppo non siamo stati ascoltati. Mi chiedo ancora una volta cosa stia facendo Bonafede. Che intervenga subito”

“Ciò che è avvenuto nel carcere di Modena e le rivolte che si stanno estendendo in ben 27 istituti penitenziari in Italia non sono accettabili e non sono da Paese civile. Bisogna tutelare l’incolumità e la sicurezza di tutti, innanzitutto degli agenti della polizia penitenziaria che lavorano al servizio della collettività, quindi svolgendo un lavoro che è nell’interesse di tutti i cittadini. In una fase così drammatica per il Paese non vogliamo assolutamente alimentare polemiche ma non si possono chiudere gli occhi davanti alle rivolte, ai morti, ai feriti, agli incendi che

si stanno scatenando nelle carceri italiane”.

 

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