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'San Filippo Neri, nota integrativa al Bilancio inchioda la Provincia'

'San Filippo Neri, nota integrativa al Bilancio inchioda la Provincia'

Simona Magnani e Stefano Soranna della Lega: 'Provincia sempre più imbarazzante: nomina i vertici della Fondazione ma ne nega la strumentalità'


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La consigliera provinciale delle Lega Simona Magnani e Stefano Soranna della segreteria modenese del Carroccio, tornano sull'affaire San Filippo Neri e lo fanno con una rappresentazione circostanziata sia nei fatti che in punto di diritto.

“Lo scorso luglio, grazie alle segnalazioni puntuali della Lega di Modena, era scoppiata un'autentica bufera politica connessa alla richiesta di chiarimenti di determinati fatti: come quello che riguardava la direttrice della Fondazione la quale, benché il suo mandato fosse scaduto nel 2013, continuava ad occupare lo scranno di direttore; come quegli spostamenti di denaro tutti da chiarire (leggi “il leggendario contributo Cavani” o i soldi spostati dalla Fondazione all'associazione SFN International ndr); come le assunzioni senza bandi; come gli elevati ed inspiegabili contributi spese da Università e Patronato Figli del Popolo; o l'incredibile affitto degli uffici presso gli spazi della Camera di Commercio, il cui contratto venne firmato da Cristina Cavani, anziché dal presidente Castignetti, ed in quanto tale totalmente privo di valore” spiegano i due esponenti del Carroccio. Sullo sfondo della vicenda, l'ex presidente della Provincia di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, (ben sostenuto da tutto il PD) che tenta di negare anche l'evidenza pur di proteggere e sostenere tutti i protagonisti coinvolti dalla vicenda: dalla direttrice, Cristina Cavani (che ricordiamo

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è anche tesoriere del Pd), alla nuova presidente Luciana Borellini, dal presidente dell'associazione San Filippo Neri International, Teresa Raimondi, a tutto il CdA, tra cui ricordiamo Elena Gazzotti, esponente minore del PD e Manuela Carta, del CSI'.

'Ora veniamo alla nota integrativa del bilancio di previsione 2018 della Provincia di Modena, approvato con delibera del 28/9/2018: ebbene, (udite udite) la Fondazione SFN è “stranamente” scomparsa dall’elenco degli enti strumentali. Ma non finisce qui: nella nota integrativa del bilancio di previsione 2019 della Provincia, l'ente supera addirittura se stesso sostenendo quello che riferisce (nel link video in calce al comunicato ndr) durante un consiglio provinciale un imbarazzato Raffaele Guizzardi, direttore dell'area amministrativa, ovvero che “dopo una profonda analisi interpretativa” si ritiene che la Fondazione SFN non sia da definirsi più ente strumentale perché non fa attività connesse a quelle che sono le funzioni fondamentali della Provincia, viabilità ed edilizia scolastica, o se ci siano rapporti di carattere finanziario “Un'interpretazione evidentemente 'politica', visto che nell'articolo 11 ter non si fa nessun riferimento a queste tematiche” ribattono Soranna e Magnani. Nel medesimo consiglio provinciale, poi, durante il proprio intervento il presidente Tomei, dichiara “di aver cercato di capire se poteva mettere mano al CdA della Fondazione (per quali ragioni?) e si chiede che cosa la Provincia possa fare di più...

- chiudono Soranna e Magnani -. Ebbene, se Tomei è alla ricerca di buoni consigli, uno glielo diamo immediatamente: chieda le immediate dimissioni di Cristina Cavani dalla “abusiva” carica di direttrice. La vicenda della Fondazione San Filippo Neri dimostra ancora una volta che il PD, ma in generale la sinistra modenese, ha un enorme conflitto di interessi con la città, scende in piazza per difendere legalità e lavoro, ma quando concretamente deve dimostrare di difendere questi valori sceglie la difesa ad oltranza di interessi economici e personalistici” chiosano i leghisti.

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