'L’accavallarsi di notizie e informazioni di questi giorni delinea un quadro che dimostra come, anche nella nostra provincia, la ripresa delle scuole a settembre sarà terribilmente complicata e appesantita da enormi criticità'. A parlare è Claudio Riso, segretario sindacato scuola-università-ricerca Flc Cgil Modena.
'La drammatica mancanza di autobus e di autisti per il trasporto scolastico è un problema enorme che non può rimanere inevaso. Ciò che poi risulta assolutamente inconcepibile, oltre che fuori luogo, è il fatto che si pensi di rimediare alle difficoltà della mancanza di trasporto pubblico suggerendo il ricorso alla didattica a distanza. La didattica a distanza non è la soluzione. Se il problema è la di disponibilità di mezzi e di uomini, ci aspettiamo – e chiediamo con forza – che chi ne ha le responsabilità, a tutti i livelli, si adoperi per garantire, a tutti e in sicurezza, quello che per noi è un servizio essenziale. Sulla didattica a distanza va poi aggiunto che, a quanto ci risulta, sarà comunque utilizzata dalla quasi totalità delle scuole superiori modenesi: molte di queste infatti si stanno orientando su ore di lezione della durata di 45 o 50 minuti che di fatto impongono, per recuperare il tempo mancante, di ricorrere
a forme di didattica integrata, quindi con un mix di studenti a scuola a fare lezione in presenza e altri a casa collegati davanti al monitor di un pc e un insegnante a fare lezione da remoto - continua la Cgil -. La Didattica a Distanza è stata la didattica dell’emergenza nella scuola dell’emergenza: prevederla fin da subito vuol dire una diversa qualità dell’offerta didattica, vuol dire – soprattutto – rinunciare alla didattica inclusiva, quella cioè capace di rispondere alle particolarità e ai bisogni individuali dei ragazzi, vuol dire perdere irrimediabilmente gli studenti più fragili, perché è evidente che dietro al monitor di un computer i bisogni più particolari non possono trovare nessun sostegno e nessuna risposta. Tale decisione sarebbe legata alla necessità di limitare la presenza degli studenti nelle scuole e nelle aule, a causa di spazi ridotti: in questo modo, riducendo le presenze si ridurrebbe l’affollamento negli spazi scolastici'.'Nonostante questo però la questione spazi rimane comunque ambigua: è evidente che in molte scuole quelli a disposizione non sarebbero sufficienti. Ma d’altro canto, le linee guida con l’invenzione del “metro statico” da bocca a bocca permettono il “miracolo” di far stare in molte aule lo stesso numero di studenti degli altri anni.
'Il tempo a disposizione è oggettivamente poco: ci auguriamo che i blocchi del sistema di questi giorni non si ripetano e, soprattutto, che si rispettino i tempi per fare avere alle scuole le graduatorie dalle quali attingere in tempo utile. Da ultimo, va segnalato l’enorme lavoro di verifica e monitoraggio degli spazi e la preparazione alla gestione degli afflussi di studenti e personale da parte delle amministrazioni scolastiche e del personale coinvolto, oltre che dagli enti locali che stanno supportando le scuole in questo momento di difficile preparazione alla ripartenza. E tuttavia il terribile ritardo con cui il ministero ha emanato le linee guida, l’incertezza rispetto alla effettiva disponibilità di risorse e di personale condiziona evidentemente ogni sforzo di tornare ad una scuola “normale”. Lavorandoci per tempo e investendo le risorse necessarie, sarebbe potuta essere l’occasione per rilanciare la scuola. Non è stato così e di conseguenza sarà, con tutta evidenza, ancora scuola dell’emergenza'.



