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Vaccini, il Tribunale di Reggio dice 'no' alla obiezione di coscienza

Vaccini, il Tribunale di Reggio dice 'no' alla obiezione di coscienza

Respinto il corso presentato dai genitori di una bambina che volevano iscrivere la piccola ai nidi di Carpi o Correggio ma senza vaccinarla


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Nessun atteggiamento discriminatorio da parte dei Comuni di Carpi e di Correggio, oltre che della Regione Emilia-Romagna, sulle vaccinazioni obbligatorie per i minori iscritti a nidi e scuole materne.

Lo ha stabilito il Tribunale di Reggio Emilia (prima sezione civile) rigettando il ricorso presentato dai genitori di una bambina, a proposito di una presunta discriminazione della stessa, condannandoli a pagare le spese legali. I genitori avevano presentato domanda di iscrizione per la loro figlia al nido d'infanzia sia a Carpi sia a Correggio, esercitando il proprio diritto alla non vaccinazione obbligatoria e confermando un'obiezione di coscienza. Ma 'è evidente - si legge nelle carte del Tribunale - come il sacrificio di una convinzione personale, imposto dall'obbligo vaccinale e dalla sua previsione quale condizione di accesso ai servizi per l'infanzia, è  del tutto proporzionato e giustificato dall'esigenza di tutela di valori superiori'. Soddisfazione per l'esito della vicenda giudiziaria, quindi, la esprime l'assessore all'Istruzione del Comune di Carpi, Stefania Gasparini: 'Sono state accolte pienamente dal Tribunale - constata Gasparini - le considerazioni dei nostri legali. Sul tema delle vaccinazioni obbligatorie Regione e Comune si trovano d'accordo nel ribadire la giustezza della linea perseguita, in un campo così importante che riguarda la salute dei nostri bambini'.

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