Articoli Società

5 marzo 2020-2021: sulle strutture per anziani nulla è cambiato

5 marzo 2020-2021: sulle strutture per anziani nulla è cambiato

Alle 17 sulla pagina FB del Comitato Libro Verde dossier ad un anno dalla chiusura: 'I morti parlano chiaro, si continua con la politica del profitto'


3 minuti di lettura

'È trascorso un anno dall’emanazione del primo DPCM, attraverso cui venne stabilita la chiusura alle visite dei famigliari nelle strutture residenziali per anziani, disabili e malati psichici. Un provvedimento drastico nel pieno della pandemia, i cui ricordi sono vivi in tutti noi, a dimostrazione della fragilità di questi servizi. I morti parlano chiaro. Servizi dimenticati e lasciati nelle mani di politiche gestionali esclusivamente basate sul profitto, in cui il benessere del malato è stato accantonato.
A distanza di un anno che cosa è cambiato nella gestione e nella cura offerta alle persone più fragili?
Assolutamente nulla. I problemi sono sempre gli stessi, a cui il mondo politico e amministrativo non sembra voler dare un cambio di rotta, riportando al centro dell’interesse collettivo, il diritto del
malato e dei lavoratori che se ne prendono cura, attraverso politiche d’ investimenti pubblici'

E' cruda l'analisi che il Comitato Libro Verde che unisce familiari, operatori socio-sanitari nella tutela dei diritti delle persone ospiti dei centri residenziali e diurni per anziani, per disabili e malati psichici, traccia ad un anno dalle chiusure delle strutture per effetto del DPCM, il 5 marzo 2020.
Spazio ADV dedicata a APP LA PRESSA
Un bilancio che questa sera sarà al centro, con diversi interventi, di una diretta Facebook sulla pagina del Comitato Libro Verde

Una data, quella del 5 marzo destinata a rimanere simbolo di una tragedia che ha colpito dalla prima alla seconda fase migliaia di famiglie. Una data che segna anche l'inizio dell'azione dei comitati e dei movimenti per denunciare le carenze strutturali e gestionali tali anche prima dell'emergenza Covid ma che nell'emergenza sono state amplificate. Insieme agli effetti distorsivi creati sul sistema da un modello politico e gestionale, basato sull'accreditamento, messo in forte discussione. Insieme al sistema territoriale dell'assistenza.

'Le strutture residenziali non devono essere la sola e unica soluzione per la cura. Tutto deve partire dalla medicina territoriale, dalla cura e assistenza presso il proprio domicilio, attraverso il potenziamento e integrazione di questi servizi' - affermano i referenti del Comitato. 'Bisogna ricordare che la maggioranza delle attuali “residenze protette”, presenti in tutto il territorio nazionale non posseggono i criteri adatti, essendo strutture vecchie e fatiscenti.
La maggioranza degli anziani ricoverati sono soli, oppure non hanno una rete famigliare tale da garantire la presenza costante nella vita del paziente', affermano i promotori dell'iniziativa.
Al contempo l’assistenza domiciliare deve essere attuata dove sono presenti le condizioni idonee: ambientali e cliniche del malato.
Molto spesso però le patologie geriatriche sono sempre più complesse, che necessitano di assistenza sanitaria sempre più articolata e quindi non può essere erogata al proprio domicilio, ma in strutture attrezzate.

Tante sono le storie di famiglie costrette a svendere quelle poche proprietà, come la casa dei genitori, o indebitarsi per rivolgersi al badantato (altra frontiera di sfruttamento) perché le famiglie sono lasciate sole. Attualmente il massimo di assistenza domiciliare erogata è di poche ore giornaliere'

Per il Comitato tutto ciò ha una responsabilità precisa: tutto questo ha solo una responsabilità ben precisa: 27 miliardi di euro tagliati alla sanità negli ultimi 10 anni, la riforma del titolo V° della costituzione con la regionalizzazione del Sistema Sanitario, il pareggio di bilancio inserito in costituzione (governo Monti) che impedisce investimenti nei servizi pubblici essenziali, con i risultati noti.

Per noi è fondamentale unire le rivendicazioni dei familiari, dei pazienti e dei lavoratori: innalzare i parametri assistenziali aumentando il personale impiegato applicando ad essi contratti di lavoro migliori degli attuali. È l’unico strumento - conclude il Comitato - atto a garantire il vero diritto alla cura.
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati