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A Modena chiusi da oggi anche i centri semiresidenziali per minori

A Modena chiusi da oggi anche i centri semiresidenziali per minori

Dopo la chiusura, da parte del Comune, di quelli per anziani. Si stanno predisponendo i primi interventi per assistere gli utenti a casa propria


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I primi interventi a domicilio rivolti agli utenti di Centri diurni anziani e Spazi anziani, chiusi per l’emergenza Coronavirus, sono partiti ieri, martedì 10 marzo, grazie alla disponibilità dei gestori dei servizi con il coordinamento del Settore Politiche sociali.

Si tratta di interventi a domicilio di stimolazione cognitiva e interventi di supporto alle attività quotidiane e di sostegno alle famiglie. Sono realizzati per quegli anziani non autosufficienti che non possono contare sui familiari perché essi stessi malati, lontani oppure in difficoltà in quanto a loro volta fragili o in carico ad altri servizi. 

Altri interventi a domicilio sono allo studio con i gestori dei Centri disabili per sostenere le famiglie dei disabili nei casi in cui il carico di lavoro sul nucleo familiare o le condizioni della persona con disabilità lo rendano necessario.

Dall’11 marzo chiusi anche i Centri semiresidenziali per minori; i servizi sociali stanno quindi studiando il potenziamento degli interventi di educativa individuale a domicilio e la possibilità di realizzare alcuni interventi rivolti a gruppi molto contenuti, quindi con non più di tre ragazzi. In questi casi la priorità degli interventi sarà determinata dal grado di fragilità genitoriale e da eventuali decreti in essere del Tribunale dei minori.

Continua invece a lavorare pieno ritmo il Sad, il Servizio di assistenza domiciliare, che sul territorio comunale assiste quasi 700 persone.

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I gestori, adottate tutte le misure per la salvaguardia della salute degli operatori, assicurano l’erogazione di alcuni servizi socio sanitari agli utenti, dalla consegna di farmaci e pasti a domicilio alle prestazioni sanitarie, con una particolare attenzione ai percorsi di dimissione protette.

Grazie anche alla disponibilità di alcune associazioni di volontariato, si sta già predisponendo inoltre la possibilità di estendere il servizio a domicilio ad anziani fino ad oggi non seguiti dai servizi sociali, ma che in questa fase di emergenza, preferiscono per ragionevoli motivi di salute, non uscire di casa.

Anche per queste nuove fragilità emerse nelle attuali circostanze, il riferimento è il Polo sociale del quartiere di appartenenza da contattare preferibilmente attraverso la posta elettronica o telefonicamente anche se per le tante telefonate che giungono in questi giorni, gli operatori risultano spesso occupati. Per chi decide di rivolgersi direttamente al Polo, è bene tener presente che il ricevimento dell’utenza, come per tutti i servizi pubblici, viene rimodulato in modo da rispettare le distanze previste ed evitare assembramenti.

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