Lo rendono noto fonti del Csm confermando una ordinanza di giugno della sezione Disciplinare, citata in una recente pratica della Prima commissione del Csm stesso. La procedura del trasferimento d'ufficio era stata aperta dal Consiglio superiore della magistratura nell'aprile del 2021 per incompatibilità ambientale: il 19 febbraio di quell'anno i Carabinieri di Reggio Emilia, durante i controlli sul rispetto delle restrizioni per il Covid, avevano infatti identificato il magistrato all'interno di un esercizio di ristorazione di Scandiano mentre si trovava al tavolo in compagnia del proprietario, Massimo D'Aprea, e di un detenuto in regime di semilibertà nel carcere di Reggio Emilia, Armando Bonanno, condannato all’ergastolo per associazione mafiosa, omicidio pluriaggravato, detenzione e porto abusivo di armi.
La ricostruzione dei fatti emerge in modo dettagliato dall'ordine del giorno della seduta dell'8 settembre del Csm, pratica successiva a quella della Disciplinare e archiviata proprio in quanto la procedura di trasferimento d’ufficio non poteva essere proseguita 'per il trasferimento, a seguito di ordinanza della Sezione disciplinare del 17 giugno, al Tribunale di Firenze, ed essendosi pertanto accertato il venir meno delle ragioni di incompatibilità'.
'In base alla relazione effettuata dagli agenti, il 19 febbraio 2021 fuori dall’orario di apertura al pubblico degli esercizi commerciali, erano state notate tre persone sedute a un tavolino con dei calici di vino in mano le quali, alla vista della pattuglia, si erano immediatamente alzate - riporta il verbale del Procedimento del Csm di settembre -. Gli agenti si erano avvicinati chiedendo di giustificare la loro permanenza nel locale dopo l’orario di chiusura. La dottoressa Ferretti aveva riferito “che non si erano accorti dell’orario e che si fossero dilungati nella conversazione, dichiarando, inoltre che, visto che le altre due persone sarebbero rientrate il giorno dopo in Sicilia, il gestore gli avrebbe fatto una cortesia”. Gli agenti avevano, pertanto, provveduto all’identificazione. Il signor Bonanno era risultato sprovvisto dei documenti ma la sua identità, su richiesta degli agenti, era stata confermata dalla dottoressa Ferretti la quale aveva riferito i dati anagrafici completi del commensale. La dottoressa aveva precisato di essere un magistrato e di conoscere da tempo i signori D’Aprea e Bonanno “e che avendoli incontrati intendeva salutarli, in quanto i due dovevano partire per la Sicilia il giorno dopo.
In base a questi fatti il 17 giugno la Sezione disciplinare ha, come detto, disposto il trasferimento della dottoressa Ferretti al Tribunale di Firenze con funzioni di giudice.
La dottoressa Ferretti, come riporta oggi l'Ansa, ha commentato che 'si tratta di una sciocchezza', precisando che quello adottato 'non è un provvedimento definitivo'.


