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Balli proibiti: riaprono i centri ricreativi ma con attività limitate

Balli proibiti: riaprono i centri ricreativi ma con attività limitate

A poche ore dal protocollo per la riapertura dei parchi divertimenti arriva quello sulla riapertura dei centri sociali. Ok a bocce e biliardo ma con mascherina


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Continuerà ad essere vietato giocare a carte in gruppo e ballare, ma per il resto, vincolata all'uso della mascherina, l'attività sociale all'interno dei circoli ricreativi e culturali della regione riprenderà. Regolata dal protocollo operativo ed in vigore da lunedì 25 maggio che a poche ore da quello varato sulla riapertura dei parchi divertimenti, riguarda tutti i luoghi per natura deputati alla socializzazione e allo svolgimento, anche contemporaneo, di numerose attività aggregative. 

Tra gli elementi di maggiore incisività fissati nel documento per lo svolgimento di attività ludico ricreative, la possibilità di organizzarle in forma individuale e a gruppi, ma solo dove sia possibile garantire la distanza minima di 1 metro e la puntuale sanificazione dei materiali. Sono quindi esclusi, ad esempio, il gioco delle carte, i giochi da tavolo, il biliardino (calciobalilla) e giochi di ruolo. Una disposizione che potrà, però, essere rivista sulla base dell’evoluzione dello scenario epidemiologico e del quadro normativo regionale e nazionale.

Per quanto riguarda le attività corsistiche individuali e di gruppo organizzate nei centri sociali e circoli culturali e ricreativi, come ad esempio corsi di musica, lingue straniere ed italiano, teatro, fotografia, arti visive, cucina, informatica, ecc.., possono essere svolte ma solo nel rispetto delle indicazioni contenute nel Protocollo regionale specificamente dedicato a tali attività.

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Stabilito anche l’obbligo di indossare la mascherina per il gioco delle bocce e biliardo; mentre restano  vietate tutte le attività di ballo (come il liscio e le danze popolari)  per cui non è possibile escludere il contatto fisico e assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno due metri.

Rimangono sospese fino al 14 giugno alcune attività culturali svolte all’interno di centri e circoli, tra cui: gli spettacoli aperti al pubblico in teatri, cinema e all’aperto, che successivamente potranno essere realizzati secondo le indicazioni del Decreto nazionale, solo con posti a sedere pre-assegnati e garantendo il rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro, nel limite di 1000 persone all’aperto e 200 in luoghi chiusi. Così come rimane vietata qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, come ballo ed happy hours, intrattenimenti ed eventi musicali, con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto”, con postazioni sedute il cui numero e disposizione consenta il rispetto delle regole di distanziamento previste per la ristorazione.

Il documento, infine, fissa alcune regole e indicazioni pratiche per lo svolgimento di attività culturali, come l’organizzazione di dibattiti, convegni e la presentazione libri - dalla registrazione on line alla pre-assegnazione del posto, dall’organizzazione degli spazi alla pulizia – richiamando le direttive nazionali e

gli specifici protocolli regionali già definiti, che costituiscono il punto di riferimento anche per le attività assimilabili alla gestione di biblioteche e sale di studio, mostre ed esposizioni.

 

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