Verrebbe da dire, non ci resta che la danza della pioggia. Prima di arrivarci, verrebbe allora da chiedersi: quante domeniche ecologiche o blocchi del traffico servirebbero per ridurre del 70 o dell'80% la quantità di inquinanti nell'aria? Dieci? Cento? Mille? In una realtà in cui ufficialmente nessuno sa dire quanto pesa in termini di riduzione di inquinanti una domenica ecologica o il blocco dei diesel euro 4, non è dato a sapere.
Fatto sta che la risposta sarebbe 'tante', forse troppe. Una cosa è certa. Difficilmente possiamo immaginare un provvedimento capace di fare, sul fronte del contrasto allo smog, ciò che in questi ultime giornate hanno fatto vento e pioggia che hanno sferzato la provincia e l’intera regione. Portando i valori di tutti gli inquinanti ben al di sotto delle medie giornaliere di allerta, comprese le PM 10, ben al di sotto dei 25 microgrammi metro cubo (meno della metà della soglia limite di allerta), su tutta la provincia. Nulla di strano certo. Considerazioni ovvie, ma che comunque fanno riflettere e crediamo, dovrebbe fare riflettere coloro che provano a fondare con i dati la sostenibilità e l'opportunità delle politiche sedicenti ecologiche o sedicenti anti-smog.
Il più basso valore di PM10 registrato in provincia fissa ad 8 il valore segnato nella centralina di Gavello di Mirandola. Poco più alti tutti gli altri punti di rilevamento della provincia in un range compreso tra i 10 e 14, quello appunto segnato in via Giardini. Dati abbondantemente al di sotto della media anche per quanto riguarda le PM 2,5. Valori che hanno raggiunto ieri uno dei livelli più bassi della stagione al termine di una serie di giornate positive, almeno per l’inquinamento. Dai superamenti dello scorso giovedì 25 ottobre i dati, in parallelo al peggioramento delle condizioni meteo, si sono riportati prima sotto i valori limite e poi ad un livello che forse potremo rimpiangere a lungo.
Gi.Ga.


