I cartelli, in viale Gramsci, campeggiano da circa 3 giorni, e sono perentori. Divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 8 alle ore 20 di giovedì 25 aprile. Per consentire il passaggio del corteo antagonista, nel pomeriggio. Una decisione, quella assunta dal Comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica e dalla questura di Modena e applicata negli aspetti relativi alla mobilità dal Comune, che ha generato forte preoccupazione, oltre che forti disagi, ai residenti del viale. Molti dei quali, arrabbiati, si sono rivolti al comune per chiedere chiarimenti e soprattutto che il corteo eviti il viale. I motivi, al di là dei timori legati a possibili danneggiamenti, è per lo più legato ai disagi antecedenti, legati all'obbligo di spostamento dei mezzi, all'impossibilità di parcheggiare, con danno diretto anche per le decine di commercianti che insistono sul tragitto e che dovranno scegliere se chiudere, blindarsi all'interno o, nella migliore delle ipotesi, subire comunque lo svuotamento del viale, e il conseguentemente allontanamento dei clienti. Una situazione non utile nemmeno sul piano elettorale per il partito di governo della città. Consapevole di ciò il sindaco avrebbe posto la questione viale Gramsci, dove il passaggio del corteo diretto al parco XXII aprile potrebbe essere evitato attraverso la deviazione del corteo stesso, una volta sceso dal cavalcaferrovia Mazzoni, lungo via Attiraglio, al comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Ma a quanto risulta la richiesta di evitare viale Gramsci sarebbe caduta nel vuoto. Così come lettera morta sarebbe rimasta la richiesta scritta inviata in mattina dal Consigliere comunale PD Antonio Carpentieri al Prefetto ed al questore di Modena:
Nella foto il manifesto che annuncia il corteo del 25 aprile affisso nelle bacheche comunali di viale Gramsci

.jpg)

