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Crescono i disturbi dell'alimentazione in Emilia Romagna: +31%

Crescono i disturbi dell'alimentazione in Emilia Romagna: +31%

Per gli adolescenti, sottolinea durante l'audizione tenuta oggi in Regione, 'è la seconda causa di decessi dopo gli incidenti'


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Un fenomeno in rapido aumento, che ha portato la crescita degli assistiti nei servizi del 31% tra il 2020 e il 2021. Crescono i disturbi dell'alimentazione in Emilia-Romagna, che colpiscono in particolare adolescenti e preadolescenti, in particolare del genere femminile (circa il 90% del totale). Per Giacomo Biasucci, professore associato di pediatria dell'Università di Parma e direttore dell'unità operativa di pediatria e neonatologia dell'ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, 'il contesto di patologia sempre più si sta connotando con un esordio nelle età più basse'. Per gli adolescenti, sottolinea durante l'audizione tenuta oggi in Regione, 'è la seconda causa di decessi dopo gli incidenti' e negli ultimi anni 'si sta diffondendo una nuova entità patologica che riguarda bambini anche di tre, quattro e cinque anni: quella dei disturbi evitanti restrittivi dell'alimentazione, per trattare i quali è importante la formazione nei confronti degli interlocutori che ruotano intorno al bambino, a partire dalla scuola e dalle famiglie. Servono competenze specifiche', in primis tra i pediatri. Tra le reazioni politiche, quella della Lega. Per il consigliere regionale Michele Facci anoressia e bulimia 'sono la peste degli anni 2000', ma 'nonostante la nostra Regione possa vantare la maggior concentrazione in Italia di centri specializzati, le liste d'attesa restano lunghissime. Occorre mettere in campo uno sforzo economico straordinario per sopperire alla mancanza di posti letto e dare risposta celermente alle necessità delle famiglie'.

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