Una piazza commossa, graziata da un temporale che ha colpito altre aree della provincia ma non Modena. Non quella piazza per lui. Qualche goccia che ha fatto aprire alcuni ombrelli, ma solo al termine. Oltre ai posti a sedere in piazza Grande erano disponibili 300 posti in duomo.
Sei i vescovi che hanno concelebrato la messa di beatificazione di don Luigi Lenzini: oltre a Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola, i modenesi Enrico Solmi, vescovo di Parma, Giacomo Morandi, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, Giuseppe Verucchi, arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia, Lino Pizzi, vescovo emerito di Forlì-Bertinoro; insieme a loro anche Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia. La messa è stata concelebrata anche dai vicari generali delle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi, Giuliano Gazzetti ed Ermenegildo Manicardi, e da oltre 40 sacerdoti.
In piazza Grande i parenti del beato e nutrita la partecipazione delle comunità parrocchiali di Fiumalbo (150 persone esclusi i parenti) e Pavullo (oltre 100 persone). Presenti, oltre al sindaco di Modena e al Presidente della provincia, i sindaci di Fiumalbo (paese natale) e di Pavullo (dove, nella frazione di Crocette, Don Lenzini operò fino alla notte in cui venne ucciso da gruppi di comunisti anticlericali)
Dopo aver presieduto la messa di beatificazione di don Luigi Lenzini, il card. Marcello Semeraro è partito alla volta dei luoghi a cui è legata la vita del beato. Il prefetto della Congregazione delle Cause dei santi sarà in serata a sabato Fiumalbo, dove domenica 29 maggio presiederà alle 11 la messa di ringraziamento in San Bartolomeo Apostolo, la chiesa parrocchiale in cui don Lenzini ricevette il battesimo. Il cardinale visiterà anche il paese, facendo tappa davanti alla casa natale del beato e al Seminario. Nel pomeriggio, dalle 16, Semeraro sarà poi a Crocette per un momento di preghiera e la venerazione del luogo della sepoltura del beato.



