Il professore ha ribadito come gli antidoti attualmente a disposizione si stiano rivelando efficaci per 'rallentare' la pandemia e contenerne gli effetti gravi (morti e ricoveri), ma non possano rappresentare una barriera totale contro le nuove mutazioni. Pollard ha quindi aggiunto che ulteriori varianti ancor piu' aggressive non sono da escludere e ha insistito che non si può al momento immaginare il programma vaccinale alla stregua di una percorso verso 'una mitica immunità di gregge'.
Sono della stessa opinione il professor Paul Hunter, virologo all'universita' di East Anglia, e la professoressa Devi Sridhar, direttrice del dipartimento di Igiene e Sanita' Pubblica nell'ateneo di Edimburgo, secondo i quali i vaccini hanno 'inciso' sulla pandemia, ma non hanno ancora 'risolto' il problema d'una malattia destinata ad assumere per adesso se non altro caratteristiche stagionali. Hunter in particolare ha evocato come 'assolutamente inevitabile' la comparsa futura di nuove varianti in grado di sfuggire alla protezione dei vaccini attuali, tenuto conto che una parte dei vaccinati continua comunque a contagiare i non vaccinati anche se infettata in modo non grave; e che persino nel Regno Unito, dove si e' a livelli record di copertura media vaccinale della popolazione adulta in occidente, quasi un terzo degli abitanti non ha tuttora ricevuto neppure una dose.
(Fonte ANSA)


