Il Cavallino è un protagonista e un simbolo integrante della leggenda Ferrari fin dal 1942, anno in cui Enzo Ferrari rilevò i terreni dell’ex Fondo Cavani annettendo alla transazione anche la piccola casa colonica che venne prima utilizzata come mensa, spogliatoio e sede di formazione per la manodopera, e in seguito, nel 1950, ufficialmente aperta al pubblico come Ristorante Cavallino.
Qui Enzo Ferrari riceveva a pranzo i suoi collaboratori, i clienti e gli amici più stretti nella sala privata dove amava guardare il Gran Premio; tra loro anche Gioacchino Colombo, che nel 1945 progettò la prima vettura Ferrari 125S Sport. Intorno ai tavoli del passato si sono accomodati ospiti illustri come il principe Bernardo d’Olanda, la Principessa Liliana de Rèthy e il pilota 3 volte campione del mondo Jackie Stewart, così come tutti i piloti e i tecnici che hanno fatto parte del Team Ferrari nel corso delle
diverse decadi.
Sempre al Cavallino, nel 1987, Bernie Ecclestone e Jean-Marie Balestre appresero da Enzo Ferrari che mai avrebbe accettato le nuove regole di dismissione dei turbo a favore della partenza aspirata; gli risposero “Ingegnere, scriva Lei le regole”. La rilettura contemporanea di questo spazio riporta in prima linea l’iconicità e l’autenticità di un luogo della leggenda di Maranello.
Massimo Bottura descrive il Cavallino come “una nuova prospettiva e un nuovo modo di far vivere la cucina modenese”. Al Cavallino la tradizione è protagonista, la storia e l’identità del territorio sono riviste in chiave contemporanea, per esaltare il meglio del passato nei sapori del presente e del futuro. “E’ una cucina buona, sana, con una storia dietro ogni piatto; è una cucina a cui non si può dire di no”.
La cucina guidata dallo chef modenese Riccardo Forapani, formatosi per 13 anni all’Osteria Francescana, ha lunghe e solide radici nella tradizione emiliana e nell’eccellenza delle materie prime locali, e la volontà di evolvere una proposta senza tempo. La sala è capitanata da Luis Diaz, forte di importanti esperienze internazionali e già premiato nel 2016 come miglior giovane maître d’Italia, affiancato dalla sommelier Silvia Campolucci.
Al confine tra la fabbrica, il reparto corse Gestione Sportiva e il nuovo flagship store di Maranello, lo spazio è stato integralmente ristrutturato e riprogettato dall’architetto, designer e scenografa India
Nella vecchia casa colonica, con una nuova facciata rossa, India Mahdavi ha giocato con il tradizionale vocabolario decorativo della trattoria italiana e di tutti i suoi codici architettonici ispirandosi al mondo Ferrari, al suo spirito di conquista e alla sua audacia, con giocosa eleganza.
Per ripristinare la modernità della trattoria infondendole una nuova identità, India Mahdavi ha rivisitato l'heritage e il vocabolario visivo della Ferrari. Utilizzando la digitalizzazione e l'ingrandimento, ha disegnato un Cavallino pixelato, riferimento al logo del brand, il Cavallino Rampante, e ha creato una nuova insegna per il ristorante. Il simbolo del Cavallino è accuratamente rappresentato nella lamiera traforata del cancello d'ingresso, sulla carta da parati del ristorante e perfino nei merletti che decorano le tende bianche alle finestre, come in ogni trattoria che si rispetti.


