'Per la messa in sicurezza di un fiume oggi si parla di adeguamento a piene con tempo di ritorno (TR) 200 o TR100, livello minimo per poter parlare di sicurezza. Per nessuno di questi parametri non ci sono progetti, né per il fiume Secchia né per il fiume Panaro. Per quest'ultimo anche dopo il collaudo annunciato della cassa di espansione, oggi adeguata per piene TR50, rimane il problema degli argini, che come ha dimostrato la rottura del 6 dicembre non reggono. Per il fiume Secchia, con cassa di espansione e parte delle arginature adeguate a piene TR20, non è possibile richiedere i soldi del recovery fund, come era stato assicurato fino al mese scorso, perché non è possibile completare l'opera di adeguamento della cassa entro il 2026, limite ultimo posto dal dal regolamento del fondo. Fatto sta che oggi la messa in sicurezza dei fiumi modenesi Secchia e Panaro rimane una chimera'
Quanto già evidenziato e dichiarato ripetutamente gli scorsi mesi e le scorse settimane da Massimo Neviani, referente del Comitato Salute Ambientale di Campogalliano, sembra avere trovato ieri sera, ulteriore riscontro nell'intervento dell'assessore Priolo in video conferenza sulla pagina FB di Emilia-Romagna Coraggiosa in occasione della giornata dell'acqua.
'Dall'Assessore Priolo abbiamo ascoltato addirittura dichiarazioni surreali - continua Neviani - del tipo la cassa di espansione del Panaro è un unicum e il 6 dicembre abbiamo salvato Modena. Se ci siamo trovati nella situazione descritta con una piena, quella del 6 dicembre, nemmeno di livello medio cit troviamo di fronte a dichiarazioni importanti per una situazione preoccupante'

