La crisi di chi combatte la crisi: per l'Emporio Portobello situazione insostenibile, pesa la guerra in Ucraina
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La crisi di chi combatte la crisi: per l'Emporio Portobello situazione insostenibile, pesa la guerra in Ucraina

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Le famiglie che fanno la spesa gratis al negozio solidale di Porta Aperta sono raddoppiate dal 2019, più della metà sono ucraine. Ma a raddoppiare anche i costi dell'energia e di gestione. Un documento con cui il Comune stanzia altri 7000 euro, rivela i numeri di una difficoltà ormai strutturale


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Da un lato c'è la crisi economico-finanziaria e sociale degli ultimi anni che ha fortemente incrementato i bisogni di sostegno alle primarie necessità delle famiglie e il numero delle famiglie indigenti. Tanti nuclei famigliari che fino ad ora non avevano mai avuto problemi economici rilevanti sono entrati in condizioni di povertà. Ciò ha portato ad un incremento del numero delle famiglie che si sono rivolte all'Emporio Portobello di Modena. Si tratta, lo ricordiamo, di un market solidale dove le persone e le famiglie in condizioni di temporanea difficoltà e fragilità economica possono trovare aiuto e ‘fare la spesa’ gratuitamente, scegliendo fra gli scaffali dell’Emporio ciò di cui hanno bisogno tra generi alimentari e altri generi di prima necessità. Questi vengono reperiti attraverso donazioni e finanziamenti privati e pubblici.

Il perdurare della crisi economica, nonché la guerra in Ucraina, hanno determinato un notevole incremento delle famiglie che hanno avuto accesso all'Emporio; il numero di famiglie beneficiarie nell’anno 2019 sono state 560, nell’anno 2020 sono state 703, nell’anno 2021 sono state 687, nell'anno 2022 sono state 929 (di cui 482 ucraine).

Ciò ha portato ad un impegno di uguale incremento da parte dell'Emporio, anche in termini di risorse umane.  L'attività dell'Emporio ha visto un numero di volontari attivi nel 2022 pari a n. 106 persone, tra cui 9 volontari che fanno parte di un progetto di inclusione sociale, inviati dall’UEPE (Ufficio di esecuzione penale esterna del Ministero della Giustizia) o dai Servizi Sociali del Comune di Modena. Un impegno che nel 2022 ha portato a distribuire beni sia direttamente alle famiglie che a parrocchie e associazioni per un valore di 807.000 euro di cui 240.

000 euro destinati ai profughi ucraini e  348.000 euro di beni alimentari redistribuiti a oltre 70 organizzazioni del territorio operanti nello stesso ambito della distribuzione alimentare solidale (parrocchie, associazioni, altri Empori).

Sui costi di gestione dell'Emporio pesa però praticamente da due anni, l'aumento molto significativo del costo dell'energia elettrica, passato, stando ai conti comunicati dall'Associazione stessa al Comune, dai 17.000 euro del 2021 ai circa 32.000 euro del 2022. Ed è così che la realtà che al suo interno fornisce consulenza anche alle famiglie compite dal caro bollette e dall'impossibilità di pagarle si trova essa stessa nella condizione di avere bisogno di aiuto per pagare i propri costi di energia.

E all'aumento delle bollette si aggiunge l'aumento, nell'ultimo periodo, del costo di quei generi alimentari essenziali che non vengono donati. Aumenti che per stessa ammissione dell'Associazione, difficili da sostenere. Spese anche straordinarie, aumentare nel recente periodo anche per avere a disposizione un automezzo refrigerato per il ritiro presso aziende dei donatori di generi alimentari congelati. 

Un incremento su tutti i fronti che ha portato i costi annuali dell'“Emporio” a circa 95.000 euro (riferimento anno 2022) di cui 20.000 coperti dalla convenzione comunale e 75.000 coperti da donazioni in denaro ricevute da molte realtà della comunità territoriale modenese; inoltre parte dei generi alimentari viene reperito attraverso apposite raccolte alimentari effettuate durante l’anno che assicurano l’apporto di una
parte dei generi alimentari necessari all’adeguato approvvigionamento.

Un quadro di aumenti descritto per sostenere e motivare la richiesta di un altro contributo al Comune di Modena, oltre ai 20.000 stanziati annualmente. Richiesta accettata dal Comune che nei giorni scorsi, con apposita delibera, ha stanziato la somma di 7.000 euro, specificando che al pagamento dovrà essere accompagnato un rendiconto che attesti l'incremento di spesa sostenuto.
Intervento una tantum che non si sa se e fino a quando potrà impattare la crisi su una realtà che in due anni si è trovata gestire il doppio di richieste e allo stesso tempo un aumento delle spese. Diventando strutturale.

Gianni Galeotti

Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

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