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La Pressa, lo speciale di carta. Buona estate... nonostante tutto

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Il nostro quotidiano on line ha dedicato questa sesta uscita cartacea al turismo e a questo periodo di vacanze anomalo a causa della emergenza Covid


La Pressa, lo speciale di carta. Buona estate... nonostante tutto

Sesto numero speciale cartaceo de La Pressa. Dopo esserci occupati di cultura, urbanistica, sanità e ambiente e riartenza post-coronavirus, il nostro quotidiano on line ha dedicato questa uscita cartacea al turismo e a questo periodo di vacanze anomalo a causa della emergenza Covid. 

Il territorio modenese, con la sua economia, la sua gente, le sue bellezze, sta vivendo una estate particolare. Le incertezze economiche del post lockdown che ci ha liberato dalle mura di casa, ma ha mantenuto la paura, o spesso il divieto, di viaggiare oltre confine, ha spinto tanti, anche tra coloro che le ferie a lunga distanza e sul lungo periodo se le possono ancora permettere, a rimanere in Italia, se non in casa propria. Sul territorio, appunto. Riscoprendo luoghi, ambienti, itinerari che come tutte le cose di casa propria non vengono apprezzate come dovrebbero. Le immagini di inizio estate delle cascate del Bucamante, a Serramazzoni, ne sono rimaste l’emblema. Riscoperta del territorio, appunto.
Dalla pianura dei Comuni cosiddetti rivieraschi dell’area nord, attraversati dai due grandi fiumi di casa nostra, Secchia e Panaro, con le loro aree e percorsi naturalistici, all’appennino, con le sue bellezze ambientali e storiche. Territori che da troppo tempo soffrono di una ormai cronica disattenzione, che si traduce in mancata valorizzazione, da parte del sistema di governo. Regionale e provinciale soprattutto. Non siamo noi cattivoni e criticoni de La Pressa (come spesso siamo tacciati di essere), ad affermarlo. Sono i fatti. Guardiamo alla viabilità, quella che servirebbe davvero, e sarebbe servita davvero in passato, allo sviluppo del territorio nel suo complesso, all’economia, a chi produce lavoro, ricchezza benessere e servizi. Per la popolazione residente ma anche e soprattutto per i turisti. D’estate e d’inverno. Verso la città, verso l’appennino, verso la pianura estrema a nord. Prendiamo la viabilità. Dalla Cispadana all’avanzamento della Nuova Estense fino al confine con la Toscana, dalla Canaletto alle varianti alla via Emilia e alla Vignolese, alle strade provinciali, siamo fermi a ciò che c’era ed era programmato 25-30 anni fa. Anni in cui lo sviluppo socio economico del territorio c’è sta- to nonostante e non certo gra- zie a chi, quel territorio, dopo averlo di volta in volta corteggiato in campagna elettorale, lo ha abbandonato.
In attesa di ritornarci alla tornata elettorale successiva. Una disattenzione ed un disinteresse dagli effetti difficili, se non impossibili, poi da contrastare sul lungo termine, a livello comunale, da parte dei sindaci, al di là delle appartenenze politiche. Sindaci e realtà locali che ogni anno, per valorizzare il proprio territorio ed attirare un po’ di turisti, si inventano un po’ di tutto, spesso facendo nozze con fichi secchi, nell’assenza della politica dei piani alti.
A macchia di leopardo, senza una regia, senza un reale supporto istituzionale e di governo del territorio, a livello regionale e provinciale. In questo numero speciale de La Pressa di carta abbiamo inserito e ricordato alcuni di questi sforzi. Che fanno onore ai comuni e rendono ancora più evidente l’assenza delle istituzioni e della politica dei piani alti. Qualcuno sa dell’esistenza o qualcuno ha visto, in Appennino, il nuovo assessore regionale alla montagna Barbara Lori, voluta dal presidente rieletto Bonaccini per occuparsi dei problemi e delle prospettive della montagna?
Noi no, ma il punto non sta nemmeno qui. Sta nell’orizzonte politico in cui queste assenze si inquadrano. Il problema sta nella cronica mancanza di una visione politica, di prospettiva, di insieme, e di sistema, dello sviluppo del territorio modenese, entro la quale gli interventi ed i grandi progetti si inseriscono, come conseguenza. Perché se non c’è un obiettivo ambizioso e di lungo periodo difficilmente si creano gli strumenti per raggiungerlo. Prospettiva, per farla breve, che il governo della provincia di Modena e della Regione nello specifico, non hanno o non hanno più, da almeno da almeno 20 anni.
Non c’è un obiettivo, non c’è una visione politica su cosa la provincia dovrebbe essere, tra dieci, venti, trenta anni. Non c’è un indirizzo su cosa e come potere puntare. Non c’è politica che guardi oltre se stessa. Oltre coloro che lì su quegli scranni, ancora stanno. Il territorio modenese, capace quando ci si mette di essere protagonista, pur in maniera geniale perché quasi estemporanea, di grandi cose, addirittura di capolavori (nei motori, nella musica, nella cucina), difetta da molti, troppi anni, a livello di governance, di una visione di sviluppo, di una programmazione concreta e di insieme e, appunto, di prospettiva e di respiro internazionale capace di valorizzarli, quei valori aggiunti che vengono dal territorio, dall’imprenditoria, dal privato sociale.
Dall’Appennino alla pianura, passando per il capoluogo. Passando per i fallimenti dei consorzi e delle associazioni di promozione turistica, ridotti in sterili e costosi poltronifici. Nell’assenza più totale di un progetto di marketing strutturato nazionale ed internazionale che comprenda l’intero territorio provinciale e di area vasta, con le vicine Bologna e Reggio. Anche i cammini storici che attraversano la provincia di Modena (dalla via Francigena alla via Vandelli), in venti anni non sono riusciti a trovare un luogo di promozione comune. E allora onore ai Comuni, onore alle persone che vivono il territorio, onore a chi con il proprio lavoro si batte ogni giorno, ed in ogni stagione per mantenere viva la provincia, i borghi, le località. Che meritano di essere viste e frequentate.
Per una estate di riscoperta, nonostante tutto.

La Pressa di carta verrà distribuita gratuitamente nelle attività commerciali e nei punti di aggregazione di Modena e provincia. Il giornale è interamente scaricabile a questo link.


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