E di fronte all'immobilismo storico e attuale, rimasto tale nonostante le due alluvioni generate da due rotte di Secchia e Panaro, nel giro di 6 anni, la preoccupazione aumenta, insieme alla richiesta di risposte.
'Dopo l'alluvione del Secchia nel 2014 provocata da una rotta arginale con una piena piccola sono state pubblicate varie relazioni tecniche da parte degli enti preposti alla sicurezza idraulica che descrivono lo stato dei fiumi modenesi Secchia e Panaro e gli interventi necessari per la loro messa in sicurezza.
Il risultato di questi studi - scrivono i comitati Salute ambientale di Campogalliano, Arginiamo, Secchia e
Respiriamo aria pulita di Modena - si può riassumere in due principali punti:
- la cassa di espansione del Secchia è adeguata solo alle piene piccole e con gravi errori di progetto
- la cassa di espansione del Panaro è adeguata alle piene medie ma con dubbi per la tenuta del sistema arginale a valle.
Ci siamo quindi attivati per capire quali fossero le intenzioni della Regione per la messa in sicurezza del nodo idraulico modenese.
Come pool di comitati della pianura modenese abbiamo ottenuto un incontro in Regione dal governatore Bonacini e dall'assessore Priolo nell'ottobre 2020 in cui ci è stato spiegata la mancanza dei progetti per la messa in sicurezza sia di Secchia che del Panaro e quindi l'impossibilità di ottenere i fondi Pnrr.
La linea di condotta espressa dell'assessore Priolo è stata il Panaro è in sicurezza per una piena media e va bene così, per il Secchia abbiamo un progetto migliorativo per adeguarlo ad una piena media ma non ci sono i tempi per richiedere i fondi europei e la Regione non può metterli di tasca propria.
Era quindi evidente l'intenzione di lasciare tutto come era con i fiumi lontanissimi da un livello di sicurezza minimo, ovvero la piena centenaria.
Usciti sbalorditi dall'incontro perché consapevoli della mancanza di volontà della Regione dopo due mesi
'Di fronte a questa situazione intollerabile di pericolo costante per la popolazione modenese e l'atteggiamento della regione che non ha ascoltato i tecnici abbiamo reagito' - ricordano i comitati. Da qui è nata la denuncia querela contro ignoti alla Procura della Repubblica per individuare le responsabilità di questa inerzia pluriennale da cui non si riesce ad uscire'. Considerazioni che riportano direttamente a quanto è successo in Romagna dove tutti i principali fiumi sono esondati esondati con piene medio piccole, come documentato nell'analisi dell'evento fatta dall'università di Modena e Reggio. Per questo siamo ancora più convinti della necessità di un'indagine della magistratura per individuare le responsabilità di questa colpevole inerzia.
Oggi il Panaro è nelle stesse condizioni dell'alluvione del 2020 in teoria sicuro per le piene medie.
Il Secchia in sicurezza per le piene piccole. Per entrambi - concludono i Comitati - i progetti per la messa in sicurezza minima e cioè la piena centenaria, non ci sono'
Nella foto il tratto della provinciale alle porte di Nonantola invaso dall'acqua del fiume Panaro a seguita delle rotta del 6 dicembre 2020


