'La proposta di legge presentata, obbligando il medico che effettua la visita che precede l’aborto, a far vedere, tramite esami strumentali, alla donna intenzionata ad abortire, il nascituro che porta nel grembo e a farle ascoltare il battito cardiaco dello stesso, intende dare piena applicazione alla legge sul consenso informato - spiega il dottor Mauro Poli del gruppo promozione iniziativa “Un cuore che batte” -. La donna ha il diritto di essere resa consapevole della vita che porta nel grembo, una vita con un cuore che pulsa. Solo in tal modo può essere realmente libera e responsabile delle sue azioni. Il medico che effettua la visita, ha l’obbligo di dare un’informazione cruciale, che nè per legge divina nè per il diritto naturale, può sottacere alla donna'.
'Poiché i medici non obiettori sono coloro che faranno la visita che precede l’aborto, sarà un obbligo che, se non ottemperato, li renderà responsabili nei termini previsti dalla legge sul mancato o incompleto consenso informato. Si tratta di una proposta di legge, che per la sua chiarezza e importanza, non può lasciare indifferenti; il nascituro nel grembo ci parla con il battito del suo cuore. Noi con una firma possiamo rispondere al suo grido di aiuto'.
La raccolta firme continua nella nostra provincia sabato prossimo, 28 ottobre, a Mirandola e a Modena. A Mirandola dalle 9 alle 12 in piazza della Costituente, a Modena dalle 16 alle 20 sotto i portici del Collegio.

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