Poi l'inizio dei lavori, che dovevano comprendere anche la bonifica dell'area ex industriale alle porte del centro, abbandonata da più di 30 anni e oggetto di progetto di progetti riqualificazione puntualmente naufragati, e necessaria per ospitare attività di servizio. Vengono demolite le parti interne della palazzina, le gru si muovono ma dopo alcuni mesi lo stop. Fino ai giorni nostri. Il 12 luglio l'impresa chiede una proroga dei termini di ultimazione dei lavori di 365 giorni, in considerazione di un non meglio specificato nella determina, 'ritardo nell'approvazione del Progetto strutturale'
'Il Direttore dei Lavori - viene riportato nella determina comunale - ritiene fondata la richiesta avanzata dalla Ditta, ed esprime parere favorevole alla concessione di una proroga di giorni 365'. A questo punto non manca che l'ok del Comune che approva la proroga fissando il nuovo termine di ultimazione dei lavori al 31.07.2023.
Fatto sta che si allontana sempre più la possibilità di vedere, quasi al termine del secondo mandato quinquennale del sindaco Muzzarelli, la possibilità di vedere realizzata nemmeno una piccola, frazionale parte (quella appunto riguardante la palazzina), delle 4 che compongono il comparto delle ex fonderie. Da 30 anni simbolo di degrado, di progetti naufragati e di una città che, grazie alle enormi potenzialità offerte dalle aree ex industriali della fascia ferroviaria nord, poteva essere qualcosa di diverso e di più grande ma ancora non è.
Gianni Galeotti


