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Residenza anziani villa Margherita, sciopero dei dipendenti

Residenza anziani villa Margherita, sciopero dei dipendenti

'I permessi vengono dimezzati da 51 a 26 ore annue, mentre l'istituto di malattia viene quasi cancellato e di fatto 'criminalizzato''


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Sciopero questa mattina dei lavoratori di Villa Margherita a Modena 'contro l’atteggiamento autoritario dell’azienda che vuole imporre il nuovo contratto Anaste ai circa 35 dipendenti della residenza per anziani, firmato da sindacati che non rappresentano i lavoratori'.

Sono 3 le giornate di sciopero proclamate dal sindacato Fp Cgil Modena (le prossime due date sono il 17 e 21 dicembre) alla residenza per anziani Villa Margherita di Modena in via Ponte di Ferro, 9, dietro il carcere di Sant’Anna.
'La decisione di passare alle 3 giornate di lotta è stata presa dopo vari tentativi di conciliazione, il primo lo scorso settembre in prefettura, poi nei tavoli aziendali, ma senza ottenere alcuna apertura da parte dell’azienda - afferma la Cgil -. L’oggetto della vertenza è lo stesso di 4 mesi fa, quando fu proclamato il primo stato di agitazione a fronte dell’atteggiamento autoritario dell’azienda che vuole imporre il nuovo contratto Anaste ai circa 35 dipendenti della residenza per anziani, firmato da sindacati che non rappresentano i lavoratori. Dopo 9 anni di mancato rinnovo del contratto, la direzione di Villa Margherita aveva infatti comunicato lo scorso settembre direttamente alle lavoratrici e ai lavoratori l’intenzione di applicare il nuovo contratto Anaste dal 1.1.20, contratto che per i sindacati confederali Cgil Cisl Uil è un tipico contratto “pirata”, in quanto non rispondente al principio della rappresentanza sindacale.

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Le lavoratrici e i lavoratori di Villa Margherita nei mesi scorsi avevano anche comunicato e formalizzato la loro piena dissociazione del contratto firmato dai sindacati Snalv, Confsal, Confelp, Cse, Cse Sanità e Cse Fulscam, formalizzando specificatamente di non aver mai dato loro mandato a firmare'.

'I lavoratori non possono essere obbligati a subire l’applicazione di un contratto – spiega Mohcine El Arrag della Fp Cgil di Modena – che tra i vari aspetti negativi, è stato chiuso con un aumento contrattuale pari a 39 euro mensili lordi, contro un aumento medio di oltre 80 euro sottoscritti nell’ultimo anno dalle categorie di Cgil, Cisl e Uil negli altri Ccnl del settore socio-sanitario'.
'Per di più i lavoratori sono beffati dal fatto che 39 euro sono pagati da loro stessi, attraverso i risparmi generati dalla riduzione di permessi, malattia, infortunio ed altri istituti.
Oltre a non essere sottoscritto dai sindacati rappresentativi, il nuovo contratto Anaste contiene chiaramente una serie di peggioramenti rispetto al Ccnl precedente. L’orario di lavoro formalmente rimane a 38 ore settimanali, ma è possibile portarlo a 40 ore.
Le due ore aggiuntive non vanno considerate nemmeno lavoro straordinario né supplementare con una perdita secca di salario. I permessi vengono dimezzati da 51 a 26 ore annue, mentre l’istituto di malattia viene quasi cancellato e di fatto 'criminalizzato'. Sarà pagata dall’azienda solo nei primi 4 eventi e solo in alcuni casi. Il periodo di comporto viene drasticamente ridotto: oltre a non pagare, sarà molto più facile licenziare in caso di malattia. Il risultato è che molte persone, tra mancato pagamento e rischio licenziamenti, si recheranno al lavoro anche in condizioni fisiche non idonee: ciò metterà a rischio non solamente la salute di lavoratrici e lavoratori, ma anche quella delle persone assistite già di per sé fragili. Questo è un punto che il committente – il Comune di Modena e l’Azienda Usl – dovrà esaminare a garanzia della tutela fisica dei nostri anziani' - chiude il sindacato.

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