C'è chi forse per il troppo caldo serale, ha deciso, senza pensarci due volte, di trasportare rete e materasso da un luogo chiuso e afoso, al parco, per dormire all'aperto, e c'è chi quel parco, da straniero senza fissa dimora, lo vede come unico luogo per trascorrere la notte e, forse, anche il giorno, sotto altra prospettiva
Due facce della stessa medaglia di una Modena di notte e delle prime ore del giorno, che a tratti fa quasi sorridere (nel caso della branda), e fa pensare, (nel caso dei giacigli di cartone di chi non ha altro). Due facce della stessa Modena, al di sopra e al di la di regole e regolamenti, che ancora una volta l'occhio attento di Stefano Soranna, runner mattutino e collaboratore de La Pressa, ha scorto ed immortalato al Parco Ducale di Modena, meglio conosciuto come giardini ducali. Da un lato, diversi giacigli sotto gli alberi, più di fortuna, improvvisati su grandi cartoni poggiati a terra, e dall'altro un secondo giaciglio, più strutturato e di maggiore confort, ben visibile al centro del prato, con tanto rete, materasso lenzuola e cuscino. Dove riposa un altro uomo, che al risveglio, assonnato, pare stupito dalla presenza di altri vicini di 'stanza'. In un luogo di notte tutto per loro. Perché i tre varchi di accesso al parco (sul viale lato tempio, su Corso Vittorio e su Corso Canalgrande), dovrebbero, teoricamente, essere chiusi. Di notte. Almeno stando a cartelli ed indicazioni e al netto di concessioni estive. Che comunque non concedono di dormirci al parco. Come alcuni giorni fa anche la ragazzina di Soliera, scappata di casa, ha fatto. Senza che nessuno si accorgesse di loro.
Gi.Ga.
Modena, risveglio al parco, tra letti al fresco e chi un letto non ce l'ha
Parco Ducale, ore 7, lo scatto di Stefano Soranna immortala uno spaccato di una Modena invisibile di giorno e che pone domande
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