«Ci siamo trovati davanti a una guerra e quindi a un doppio trauma – spiega la dottoressa – da una parte quello ancora non terminato della pandemia Covid-19, dall'altra viviamo dal 24 febbraio un conflitto che non ci tocca da vicinissimo ma è una realtà che impressiona tutti e ha un certo impatto emotivo sulla nostra psiche. Un trauma è un qualsiasi evento che una persona percepisce come estremamente stressante. Può trattarsi di una minaccia all'integrità fisica propria o di altri, o all'integrità psicologica. Essa si manifesta con diverse sintomatologie quali paura, terrore, ansia, disagio, depressione, insonnia. Ognuno di noi, vedendo le immagini di questa guerra, vive la tematica del conflitto tra nazioni per la prima volta dopo averne sentito parlare dai nonni e dai parenti. Questo ha comportato spesso impressione, e crescente disagio».
Il trauma può essere personale e non solo. Si può vivere direttamente un evento negativo, ma può accadere che fatti relativi ad altre persone possano essere fonte di paure, ansie e disagio, persino di timore per la propria vita e incolumità. «Spesso le persone hanno risorse personali per superare questi traumi, altri non ci riescono – prosegue Ferri – in tale caso la persona accusa un disturbo post traumatico da stress (DPTS) un disturbo grave e invalidante. Le statistiche confermano che il Disturbo post traumatico da stress colpisce il 9% delle persone durante la loro vita, e il 4% ne soffre almeno una volta l'anno. Questi sono numeri scientificamente significativi».
Ci sono poi le questioni correlate alla pandemia che ancora non sono state superate: «C'è stato un aumento esponenziale dei dissidi familiari – fa sapere la psicologa e psicoterapeuta – con la convivenza forzata molte coppie sono purtroppo andate in disequilibrio e le richieste di aiuto sono state considerevoli».
Come superare questo doppio trauma? «Le persone hanno messo in campo varie strategie di fronteggiamento – conclude Alessia Ferri – una delle più spontanee è la condivisione delle emozioni negative.


