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Stress da pandemia e guerra: aumento consulti psicologici anche nel settore privato

Stress da pandemia e guerra: aumento consulti psicologici anche nel settore privato

La psicoterapeuta Alessia Ferri su una analisi della Casa di Cura FoglianiIl 9% delle persone che subiscono un trauma sviluppano il disturbo post traumatico da


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L'incrocio tra una pandemia, ancora non completamente alle spalle, e una guerra in corso, ai confini dell'Europa, come era probabilmente intuibile incidono anche sulla serenità e sull’equilibrio psicologico di molte persone. È questo, in sintesi, il segnale chiaro che emerge dall’analisi dell’attività svolta in questi primi mesi del 2022 dallo sportello psicologico della Casa di Cura Fogliani di Modena. A spiegarlo è la dottoressa Alessia Ferri, psicologa e psicoterapeuta, la quale ogni settimana riceve i pazienti negli ambulatori della storica struttura sanitaria accreditata di via Lana.

«Ci siamo trovati davanti a una guerra e quindi a un doppio trauma – spiega la dottoressa – da una parte quello ancora non terminato della pandemia Covid-19, dall'altra viviamo dal 24 febbraio un conflitto che non ci tocca da vicinissimo ma è una realtà che impressiona tutti e ha un certo impatto emotivo sulla nostra psiche. Un trauma è un qualsiasi evento che una persona percepisce come estremamente stressante. Può trattarsi di una minaccia all'integrità fisica propria o di altri, o all'integrità psicologica. Essa si manifesta con  diverse sintomatologie quali paura, terrore, ansia, disagio, depressione, insonnia. Ognuno di noi, vedendo le immagini di questa guerra, vive la tematica del conflitto tra nazioni per la prima volta dopo averne sentito parlare dai nonni e dai parenti.
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Questo ha comportato spesso impressione, e crescente disagio».

Il trauma può essere personale e non solo. Si può vivere direttamente un evento negativo, ma può accadere che fatti relativi ad altre persone possano essere fonte di paure, ansie e disagio, persino di timore per la propria vita e incolumità. «Spesso le persone hanno risorse personali per superare questi traumi, altri non ci riescono – prosegue Ferri – in tale caso la persona accusa un disturbo post traumatico da stress (DPTS) un disturbo grave e invalidante. Le statistiche  confermano che il Disturbo post traumatico da stress colpisce il 9% delle persone durante la loro vita, e il 4% ne soffre almeno una volta l'anno. Questi sono numeri scientificamente significativi».

Ci sono poi le questioni correlate alla pandemia che ancora non sono state superate: «C'è stato un aumento esponenziale dei dissidi familiari – fa sapere la psicologa e psicoterapeuta – con la convivenza forzata molte coppie sono purtroppo andate in disequilibrio e le richieste di aiuto sono state considerevoli».

Come superare questo doppio trauma? «Le persone hanno messo in campo varie strategie di fronteggiamento – conclude Alessia Ferri – una delle più spontanee è la condivisione delle emozioni negative.
Questo aiuta ad accettare anche le sensazioni più brutte e a normalizzare un periodo di negatività e disagio. Oltre alla guerra presente all'esterno, viviamo contemporaneamente un conflitto interiore, sul cosa fare nei confronti delle persone che in questo momento soffrono. In questo caso può scattare un meccanismo come quello di attivarsi per aiutare chi vive la guerra in prima persona. Ciò aiuta a compensare gli stati d'animo negativi e il senso di impotenza che noi sentiamo di fronte a tale situazione».
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