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Trapianti di fegato a Modena, aumento del 12.8% rispetto al 2021

Trapianti di fegato a Modena, aumento del 12.8% rispetto al 2021

E l’avvio del 2023 segna un ritmo in costante crescita, con ben 52 trapianti di fegato eseguiti nei primi 4 mesi dell’anno presso il Centro Trapianti di Modena


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Dopo l’ulteriore incremento dell’attività di trapianto di fegato svolta presso l’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena nell’anno 2022 con il traguardo di 123 trapianti di fegato, e una crescita rispetto all’anno precedente pari al 12.8%, l’avvio del 2023 segna un ritmo in costante crescita, con ben 52 trapianti di fegato eseguiti nei primi 4 mesi dell’anno presso il Centro Trapianti di Modena.



'L’attività trapiantologica - ha spiegato il dottor Claudio Vagnini, direttore Generale dell’AOU di Modena – è frutto di una complessa organizzazione al servizio di un gesto di grande generosità che può salvare una vita. Questi risultati sono frutto del grande lavoro di squadra di tutti i nostri professionisti ai quali voglio fare i miei complimenti. Alle famiglie dei donatori va’ tutto il mio profondo ringraziamento, a quelle dei riceventi i miei auguri di guarigione e la promessa che la sanità pubblica non li lascerà mai soli. La chirurgia robotica ha segnato grandi passi negli ultimi anni e noi possiamo dire di averli percorsi tutti. Oggi siamo considerati infatti punto di riferimento nel settore in più ambiti: da quello dell’urologia e della ginecologia a quello della tiroide, a quello, appunto, della chirurgia dei trapianti ed epato-bilio-pancreatica'.

Nel 2022 sono stati effettuati trapianti di elevata complessità tecnica, quali 9 trapianti da donatore vivente tra soggetti adulti, 3 “split-liver” e 27 trapianti da donatore a cuore non battente.
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Lo split liver è una tecnica che prevede la divisione del fegato donato in due parti indipendenti e autonome, che possono essere trapiantate in due riceventi adulti, incrementando così le opportunità per i pazienti in lista d’attesa di ricevere un organo salvavita. La caratteristica tecnica dell’organo proveniente da donatore a cuore non battente è quella di essere trattato con macchine dedicate che lo riossigenano e lo rigenerano, migliorandone le performance al termine del trapianto. Il trapianto da donatore vivente invece rappresenta oggi il 7.3% dell’attività del Centro Trapianti di Modena, numeri che lo pongono ai vertici Europei per questo tipo di attività. Inoltre, nel corso dell’anno 2022 è stato effettuato il primo prelievo di emifegato a scopo di trapianto da vivente tra adulti con tecnica totalmente robotica, cui sono seguiti altri tre casi, tutti condotti a termine con ottimi risultati per il donatore e per il ricevente.

'L’applicazione della chirurgia robotica nel campo del trapianto di fegato rappresenta l’innovazione tecnologica più importante al mondo nella trapiantologia moderna – afferma il professor Fabrizio Di Benedetto, Direttore della
Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’AOU di Modena – questa per definizione non è legata al singolo chirurgo, ma all’altissimo livello raggiunto dal team dei trapianti di fegato di Modena, attualmente composto da 10 Chirurghi di elevato profilo professionale e umano. In particolare, l’AOU può contare sulla possibilità di eseguire più trapianti in contemporanea come recentemente accaduto con il caso di 4 trapianti eseguiti in 20 ore: questo risultato è stato possibile grazie alla presenza di altri due chirurghi del mio gruppo, il prof. Stefano Di Sandro, il dott. Gian Piero Guerrini, con i quali abbiamo lavorato con tre equipe indipendenti, alternandoci su più sale operatorie. Inoltre, è fondamentale la collaborazione del gruppo anestesiologico diretto dal prof. Massimo Girardis, e del personale infermieristico del blocco operatorio e del reparto di degenza, senza i quali l’attività non avrebbe raggiunto questi standard qualitativi'.

'Per noi anestesisti rianimatori – conferma il professor Massimo Girardis, Direttore dell’Anestesia e Rianimazione 1 del Policlinico – il trapianto è una sfida professionale ed emotiva. Professionale perché la gestione nel periodo peri-operatorio del ricevente richiede elevata competenza per le caratteristiche proprie dell’intervento chirurgico e per le complesse condizioni cliniche preesistenti del paziente.
Emotivo, perché il trapianto di fegato è riservato a pazienti la cui vita dipende da questa procedura e perché dietro a ciascun trapianto c’è sempre un donatore con il suo atto di generosità. Il mio pensiero e ringraziamento va a tutti i medici ed infermieri della sala operatoria e della terapia intensiva che si sono prodigati in maniera instancabile, con entusiasmo ed alta competenza in questi vent’anni. Da allora i progressi in ambito anestesiologico-rianimatorio sono stati rilevanti ed oggi siamo felici di poter sottoporre a trapianto di fegato pazienti ad elevata complessità clinica che in passato non avrebbero potuto beneficiare di questa opportunità'.
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