'L’attività trapiantologica - ha spiegato il dottor Claudio Vagnini, direttore Generale dell’AOU di Modena – è frutto di una complessa organizzazione al servizio di un gesto di grande generosità che può salvare una vita. Questi risultati sono frutto del grande lavoro di squadra di tutti i nostri professionisti ai quali voglio fare i miei complimenti. Alle famiglie dei donatori va’ tutto il mio profondo ringraziamento, a quelle dei riceventi i miei auguri di guarigione e la promessa che la sanità pubblica non li lascerà mai soli. La chirurgia robotica ha segnato grandi passi negli ultimi anni e noi possiamo dire di averli percorsi tutti. Oggi siamo considerati infatti punto di riferimento nel settore in più ambiti: da quello dell’urologia e della ginecologia a quello della tiroide, a quello, appunto, della chirurgia dei trapianti ed epato-bilio-pancreatica'.
Nel 2022 sono stati effettuati trapianti di elevata complessità tecnica, quali 9 trapianti da donatore vivente tra soggetti adulti, 3 “split-liver” e 27 trapianti da donatore a cuore non battente. Lo split liver è una tecnica che prevede la divisione del fegato donato in due parti indipendenti e autonome, che possono essere trapiantate in due riceventi adulti, incrementando così le opportunità per i pazienti in lista d’attesa di ricevere un organo salvavita. La caratteristica tecnica dell’organo proveniente da donatore a cuore non battente è quella di essere trattato con macchine dedicate che lo riossigenano e lo rigenerano, migliorandone le performance al termine del trapianto. Il trapianto da donatore vivente invece rappresenta oggi il 7.3% dell’attività del Centro Trapianti di Modena, numeri che lo pongono ai vertici Europei per questo tipo di attività. Inoltre, nel corso dell’anno 2022 è stato effettuato il primo prelievo di emifegato a scopo di trapianto da vivente tra adulti con tecnica totalmente robotica, cui sono seguiti altri tre casi, tutti condotti a termine con ottimi risultati per il donatore e per il ricevente.
'L’applicazione della chirurgia robotica nel campo del trapianto di fegato rappresenta l’innovazione tecnologica più importante al mondo nella trapiantologia moderna – afferma il professor Fabrizio Di Benedetto, Direttore della
'Per noi anestesisti rianimatori – conferma il professor Massimo Girardis, Direttore dell’Anestesia e Rianimazione 1 del Policlinico – il trapianto è una sfida professionale ed emotiva. Professionale perché la gestione nel periodo peri-operatorio del ricevente richiede elevata competenza per le caratteristiche proprie dell’intervento chirurgico e per le complesse condizioni cliniche preesistenti del paziente.



