Lo scorso 12 febbraio la giunta regionale si è riunita per approvare un protocollo d'intesa che mira alla fusione tra Tper, Seta e Start Romagna, creando così un unico gruppo per il trasporto urbano ed extra urbano in regione con l'esclusione di Parma.
Il documento è valido per i prossimi due anni e va ad iniziare un percorso di accentramento di alcune funzioni per poi dare una maggiore competitività sul mercato, con un cospicuo taglio di costi nel medio-lungo periodo.
Si tratta di una fusione che però di fatto è già in atto da alcuni anni in quanto è vero che Tper è partecipata dalla Regione Emilia Romagna per il 46,13% ma la stessa Tper è già presente in Seta col 6,65% delle quote. Sempre Tper, tramite la holding Herm, di cui è socia al 94,95%, controlla un altro pacchetto di Seta per il 42, 84% mentre le altre quote sono degli enti pubblici modenesi, reggiani e piacentini.
Tper ha una quota anche in Start Romagna per il 13,91% per cui si può dire che l'interesse dell'azienda dei trasporti per le “sorelle” Seta e Start parte da lontano.
Per il trasporto pubblico modenese si tratterebbe di una evoluzione, dato il bilancio in sostanziale pareggio per il 2022, e i disservizi e la mancanza di personale che caratterizzano il periodo attuale.
L'obiettivo della fusione sarà quello di migliorare i servizi e i bilanci, pur avendo una società Bologna-centrica, sia come partecipazioni societarie (con il comune e la città metropolitana che, unite assieme nelle quote andrebbero a sfiorare il 40% secondo il protocollo d'intesa); sia come gestione dell'intera struttura. Secondo il presidente di Seta Alberto Cirelli, gli autobus e i loro autisti rimarranno nei bacini di utenza in cui sono attualmente.
Stefano Bonacorsi
Trasporto pubblico, Seta verso la fusione in Tper
Tper ha una quota anche in Start Romagna per il 13,91%: l'interesse dell'azienda dei trasporti per le sorelle Seta e Start parte da lontano
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